Il Covid può essere rilevato direttamente dalla voce sfruttando l’intelligenza artificiale per mezzo di uno smartphone e mettendo sempre più in evidenza i “lati positivi” dell’integrazione fra quotidianità, dati e mondo digitale. La conferma di questa nuova possibilità è suffragata dallo studio di un gruppo di ricercatori italiani pubblicato a fine novembre dalla rivista scientifica Journal of Voice, dopo la consueta revisione paritaria.
L’intelligenza artificiale apre così nuovi orizzonti, che spaziano dai servizi interattivi alle rilevazioni non soltanto predittive, come nel caso della ricerca italiana “Machine Learning-based Voice Assessment for the Detection of Positive and Recovered COVID-19 Patients”. Essa si basa sul lavoro (e su conseguente brevetto) svolto da medici e specialisti di istituzioni accademiche come Tor Vergata e Pavia e ospedaliere, come l’IRCCS Policlinico San Matteo e l’Ospedale dei Castelli ASL Roma 6.
“Non mi piace usare il termine diagnostico – sottolinea Giovanni Saggio, docente di elettronica presso l’Università di Tor Vergata – quello che l’algoritmo sviluppato da me e i colleghi ingegneri evidenzia come screening, poi diviene diagnosi solo successivamente perché nel nostro gruppo ci sono anche diversi medici specialistici fra cui il professor Antonio Pisani, responsabile del Centro di Ricerca Disordini del Movimento di Fondazione Mondino IRCCS e ordinario di Neurologia presso l’Università di Pavia. Noi ci limitiamo a rilevare quelle anomalie nella voce che fanno comprendere se si è sani, contagiati da Covid oppure affetti da long Covid”.
La soluzione di screening digitale, registrando la voce di una persona, analizza tre domìni fondamentali: -le variazioni nel tempo, -le variazioni delle frequenze e -le frequenze, cioè quanto sono frequenti le frequenze. Dalle analisi incrociate, spiegano gli esperti del team di ricerca, si possono evidenziare certe caratteristiche precise rispetto ad altre, come ad esempio la frequenza fondamentale, le armoniche, il rapporto segnale/rumore, fino a ben 6370 elementi. Ciò rende così possibile individuare variazioni in relazione al Covid o altre patologie.
L’intelligenza artificiale, mediante algoritmi di ricerca, estrapola da una registrazione audio i parametri chiave e le loro relazioni. Ed è successivamente possibile stabilire una percentuale attendibile di positività e negatività al Covid, riuscendo anche a rilevare eventuali effetti collaterali che si possono riscontrare nei guariti.
La ricerca e i risultati raggiunti dalla startup spinoff dell’università VoiceWise sono stati raggiunti grazie alla creazione della web-app (in fase di certificazione CE e di quella come presidio medico e di sviluppo per android e ios), e la soluzione cloud che consente la gestione dei file audio, l’intervento dell’intelligenza artificiale, lo screening e la distribuzione degli esiti; il tutto avviene in modalità criptata e nel pieno rispetto delle norme sulla privacy infatti, nel cloud, a ogni file corrisponde un codice alfanumerico cifrato, senza riferimenti alle identità dei pazienti.
Un aiuto dal mondo del digitale, per quanto concerne screening (come sottolineato anche dal prof. Saggio) attraverso l’analisi della voce, è quindi ad oggi possibile. Conoscere se stessi è da sempre una riflessione che influisce su dinamiche che incidono su più variabili della vita quotidiana. Rendere partecipi aspetti digitali come l’intelligenza artificiale nella quotidianità personale o urbana potrebbe essere una delle fasi di riflessività e agire sociale che non danno una risposta assoluta alle situazioni ma che possono contribuire alle definizione delle scelte e rendere però ad oggi le ricerche più veloci o ampliare le opzioni e o strumenti a disposizione del singolo cittadino, dell’ attore economico o del policy maker.