Reti, banda larga, Smart city: sono solo alcuni degli argomenti oggetto del ciclo di sei seminari su Tecnologie digitali e giornalismo che si svolgeranno in altrettante città dell’Emilia-Romagna. Racconteranno i nuovi scenari del mondo dell’informazione e come è cambiato il modo di lavorare di cronisti e operatori del settore. Si comincia da Modena il prossimo venerdì, 28 settembre, col tema dei grandi archivi dati (I Data: open, big, citizen…), chiusura a Bologna venerdì 16 novembre con Il lavoro digitale e le sue implicazioni. In mezzo, appuntamenti a Rimini (Reti, banda larga e Wi-Fi, 5 ottobre), Parma (Smart city, 12 ottobre), Reggio Emilia (Digitale e sociale, 19 ottobre) e Ravenna (Cyber security, 26 ottobre). La partecipazione ai corsi varrà come attribuzione dei crediti formativi professionali per i giornalisti iscritti all’Ordine.
Promotori dell’iniziativa sono l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, la Fondazione Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, Lepida, la società in-house della Regione Emilia-Romagna che si occupa delle infrastrutture di telecomunicazione, e Pa Social, la prima associazione italiana dedicata alla nuova comunicazione.
“La formazione professionale continua – ha dichiarato il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, Giovanni Rossi – è una grande opportunità per i giornalisti. Può consentire di migliorare la qualità del proprio lavoro fornendo conoscenze più dettagliate e precise su vari argomenti. Per questo l’Ordine ricerca la collaborazione di strutture qualificate come è, certamente, Lepida, con la quale approfondiremo argomenti di indubbia attualità come è tutto ciò che riguarda il rapporto tra gli strumenti digitali e l’informazione“.
Per Alfredo Peri, presidente di Lepida, “le conoscenze e l’esperienza che Lepida ha maturato nei suoi dieci anni di storia vengono messe a disposizione di questo corso di formazione per giornalisti che si distingue sia nella struttura tematica che nel coinvolgimento delle esperienze territoriali. Lo facciamo molto volentieri essendo in piena coerenza con il mandato dei nostri soci pubblici, teso a costruire una comunità digitale sempre più consapevole delle opportunità e dei rischi che derivano dalla incessante evoluzione tecnologica. Chi produce informazione e chi la riceve ha il bisogno, e al tempo stesso il diritto, di conoscere gli strumenti, le logiche, la struttura organizzativa, le regole di questa epoca digitale così pervasiva e condizionante. Per quanto ci è possibile, siamo onorati di portare un contributo di conoscenza”.
“La formazione è fondamentale – ha concluso Francesco Di Costanzo, presidente di Pa Social – per la qualità dell’informazione. Occorre dunque essere attrezzati dal punto di vista professionale per orientarsi fra i diversi strumenti e linguaggi”.