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Telegram e la Pubblica Amministrazione. Idee per integrare la app nella comunicazione della PA: dalle emergenze alla mobilità, dai podcast ai video live

di Agnese Fedeli, direttrice responsabile Florence TV, web tv Città metropolitana di Firenze

Hai mai pensato di integrare Telegram nella strategia comunicativa del tuo ente di riferimento? Che sia un piccolo Comune, una Provincia, una facoltà universitaria o che tu sia interessato a comunicare temi specifici, come le emergenze o la mobilità, Telegram può essere una app molto interessante e versatile, per raggiungere un numero sempre crescente di cittadine e cittadini.

Telegram: cos’è e chi la usa. Telegram è una applicazione dedicata alla messaggistica istantanea, che offre anche la possibilità di creare “canali” pubblici e privati, oltre a gruppi e supergruppi, e la condivisione di file di varia natura (testi, immagini, audio, video, audio live e video live) fino ad 1,5 giga di peso.

L’applicazione è sempre più nota e utilizzata, anche in base agli ultimi dati diffusi dall’istituto Piepoli, che parlano di un aumento di conoscenza della app del 65% a livello nazionale in 3 anni e di un incremento del suo utilizzo del 15%, ancora una volta in tre anni.
La platea degli utenti sta crescendo di mese in mese: a livello mondiale gli utenti stimati sono 200 milioni, 10 milioni dei quali attivi in Italia. Non proprio briciole, ormai. Una percentuale di persone, giovani e non solo, potenzialmente interessate ai servizi della pubblica amministrazione, alle novità o agli eventi organizzati dal proprio ente di riferimento.

Vantaggi dell’uso di Telegram da parte della PA. In base all’esperienza di Florence TV, presente su Telegram dal 2017 e raggiungibile sul canale https://t.me/florencetv, ecco alcuni vantaggi dell’uso di Telegram per la Pubblica Amministrazione:

  • numero potenzialmente infinito di iscritti al proprio canale
  • iscrizione e disiscrizione autonoma da parte dell’utente, con conseguente risparmio di tempo utile per gli amministratori del canale, che non devono inserire manualmente i singoli utenti
  • nessuno scambio di numero di telefono tra gli utenti e chi amministra il canale né tra gli iscritti, elemento utile ai fini della tutela della privacy di chi segue il canale
  • grande versalità d’uso, come detto, con la possibilità di condividere materiali di ogni genere, compresi live audio di durata infinita e live video della durata massima di un minuto, oltre a link, testi, immagini, gallery fotografiche, gallery Instagram, file fino ad 1,5 giga, posizioni georeferenziate
  • possibilità di editare i post inviati entro 48 ore, in caso di refusi, senza notifiche aggiuntive agli iscritti al canale
  • possibilità di veicolare con un unico messaggio una comunicazione, specialmente in emergenza, a numeri molto elevati di cittadine e cittadini, rispetto ad altre applicazioni che richiedono l’inoltro dello stesso messaggio a più gruppi e/o liste.

Telegram quindi può essere intesa, per la PA ma non solo, come un misto tra un’agenzia di stampa, una web radio, un ufficio stampa molto ben organizzato, uno spazio di condivisione delle informazioni semplice e pulito.

Cosa può fare una PA su Telegram. Quello che una Pubblica Amministrazione può fare in tempi rapidi con Telegram è sicuramente l’apertura di un “canale pubblico” per diffondere le informazioni che la riguardano. A differenza del “gruppo”, il canale pubblico ha una comunicazione monodirezionale: gli utenti non possono rispondere ai vostri messaggi e ai vostri post, salvo rispondere a eventuali sondaggi in-app: un canale, in sostanza, non necessita di moderatori.

Aprirlo è molto semplice.

Una volta scaricata la app su telefono o su desktop, cliccare su “new channel” e attribuire al proprio canale un nome chiaro e facilmente ricercabile nel motore di ricerca interno alla app: “Comune XXX”, “Università XXX” etc.

Da questo momento sarete raggiungibili su Telegram: a voi lo sforzo di comunicare l’apertura del canale pubblico (segnalandolo sul sito, nelle newsletter, con un banner, con un comunicato stampa…), invogliare cittadine e cittadini ad iscriversi e di popolarlo di contenuti validi, gradevoli, utili a chi si iscrive e, di tanto in tanto, anche più leggeri. Bisogna sempre tenere a mente che chi riceve i post su Telegram, in massima parte è un fruitore via smartphone: è vero che abbiamo sempre il cellulare in mano, ma continuiamo a considerare il telefono e quel che ci gira intorno come qualcosa di intimo e personale, quindi quel che inviamo “mobile first” deve essere in qualche misura anche appetibile.

Non dimenticate di scegliere una immagine-profilo chiara e intuitiva e di inserire nella descrizione del canale alcune informazioni rilevanti, eventualmente anche con i vostri contatti su Telegram e/o indirizzi mail o numeri di telefono. Questa è la descrizione del canale di Florence TV:

Canale ufficiale di Florence TV, web tv Città Metropolitana di Firenze | Testata giornalistica registrata. www.florence.tv. Info: redazioneflorencemultimedia@gmail.com

Dir. resp.: @Agnese_Fedeli – In redazione: @MarcoGargini, @NicolaGiannattasio

Già, ma cosa comunicare su Telegram?

Telegram arricchisce la comunicazione e l’informazione dell’ente cui fa riferimento. Nel caso del canale di un Comune, si può ipotizzare di partire con un piano editoriale leggero, da un post al giorno, con una cadenza di questo tipo:

Si tratta di contenuti tipici della comunicazione della pubblica amministrazione, veicolati in modo variegato, con testi, grafiche, l’uso di sondaggi (interni alla app stessa), audio e/o video in cui gli amministratori comunicano con cittadine e cittadini, segnalazione di eventi, condivisione dei propri profili social (tipicamente delle gallery su Instagram) e con l’impiego di contenuti “in anteprima” o in esclusiva per gli iscritti al canale.

Anteprime, esclusive e servizi giornalistici: i format di Florence TV. Florence TV, web tv istituzionale della Città metropolitana di Firenze, ha aperto un canale pubblico nel 2017, raggiungibile da https://t.me/florencetv. Il piano editoriale si è evoluto nel tempo, anche in considerazione dell’esperienza e dell’utilizzo della piattaforma dei giornalisti che gestiscono il canale pubblico.

In una prima fase, i post riportavano in modo pedissequo ciò che era già stato pubblicato anche altrove: essendo una web tv, i nostri contenuti sono principalmente servizi giornalistici video, veicolati tramite YouTube e il sito florence.tv.

In seguito, abbiamo cominciato a utilizzare il linguaggio emoji e la formattazione per rendere i post più gradevoli e leggibili. Infine abbiamo ideato alcune specifiche “anteprime” da veicolare in prima battuta su Telegram (utenza di nicchia) e, dopo un certo lasso di tempo, anche sui social più generalisti. E’ il caso di una serie di video realizzati con il drone per monitorare e rendere noto a cittadine e cittadini l’avanzamento dei lavori per la rete tramviaria di Firenze.

Ecco come si sono evoluti i post nel giro di un semestre:

Nell’ottica di dare visibilità all’ente Città metropolitana di Firenze e di specializzarci nel social journalism abbiamo ideato alcuni format esclusivi per gli iscritti al canale: si tratta di rassegne stampa periodiche dedicate alle prime pagine dei giornali locali e regionali e alla cultura.

Sono esempi di contenuti che stanno piacendo e che ogni singolo ente può personalizzare in linea con la propria strategia comunicativa e informativa.

Ecco alcuni post dedicati alle rassegne stampa podcast:

Rassegna stampa culturale https://t.me/florencetv/1442

Rassegna stampa prime pagine https://t.me/florencetv/1439

In altri casi, la redazione ha strutturato su Telegram la copertura di alcuni specifici eventi live. Tra questi, l’inaugurazione della linea 2 della tramvia di Firenze o, per altri versi, i podcast audio dedicati alle emergenze di protezione civile, come il terremoto in Mugello di fine 2019.

Ecco come si sono presentati i live in questione:

Canali da seguire. In molti mi dicono che “su Telegram non succede nulla”, spesso rispondo che su Telegram è ancora l’utente che sceglie effettivamente quali contenuti visualizzare, senza contenuti spinti in alto grazie alle pubblicità. Risulta quindi utilissimo, anche per strutturare il canale del proprio ente, iscriversi a canali variegati (dall’arte alla politica, dalla protezione civile ai canali regionali) per studiare vari tipi di “tono di voce” utilizzati nella app e replicare eventualmente quelli che più ci catturano.

A questo proposito, segnalo alcuni canali di enti che ho studiato, dai quali ho imparato strategie o tono di voce e che monitoro periodicamente per confrontare i rispettivi contenuti e tipi di post:

Tra i “bot”, segnalo quello del Comune Reggio Emilia: @ComuneREbot

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