Si chiama “Remotheart” il progetto di telemedicina basato sul controllo da remoto dei dispositivi cardiaci di ultima generazione che consentono la comunicazione tra il trasmettitore al domicilio del paziente e l’ospedale, per il passaggio dei dati sul funzionamento del dispositivo impiantato e i parametri vitali del paziente.
Le trasmissioni da remoto possono essere programmate, per verificare il corretto funzionamento dell’impianto, oppure possono partire automaticamente in caso di rilevazione di parametri del paziente fuori dalla norma.
L’aspetto interessante del sistema è che quanto registrato dai dispositivi in dotazione al paziente viene sempre trasmesso ai server dell’azienda sanitaria, dove lo staff medico può visualizzarli all’interno dei gestionali aziendali.
Remotheart nasce da un’esperienza innovativa iniziata a Forlì nel 2019 grazie all’Associazione Cardiologica Forlivese, che ha consentito di assistere con monitoraggio remoto tutti i pazienti cardiologici portatori di dispositivi, passando da 120 a 650 assistiti in meno di un anno. Da qui è nata l’idea di estendere l’applicazione del servizio a tutta l’azienda USL della Romagna.
Grazie a un contributo di 78mila euro dei Rotary Club della Romagna, sono state recentemente consegnate nuove attrezzature informatiche (4 computer e 12 tablet) necessarie a far decollare il progetto di telemedicina per il monitoraggio a domicilio dei pazienti cui sono stati impiantati dispositivi cardiaci come pacemaker e defibrillatori.