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Una app per la biodiversità. I progetti di citizen science di CSMON-life

Non serve fare il bagno alle Maldive o esplorare la foresta amazzonica per guardarsi intorno e scoprire piccoli e grandi tesori naturali, un mondo di biodiversità. Se il monitoraggio e la tutela di questo patrimonio sono stati finora ‘appannaggio’ delle comunità scientifiche, adesso sono queste a coinvolgere nella ricerca la gente comune, dando a tutti l’opportunità di partecipare in prima persona alla salvaguardia dell’ambiente attraverso la ‘citizen science’.

Si tratta di un nuovo approccio partecipativo alla tutela della biodiversità che ha cominciato a prendere piede in Europa, soprattutto del Nord, e oggi ha un suo punto di riferimento scientifico, la European Citizen Science Association.

In Italia, l’Università degli studi di Trieste, dipartimento di Scienze della vita, ha pensato bene di usare tecnologia e social per la raccolta di dati sugli ecosistemi con il lancio, l’anno scorso, dell’app CSMON-LIFE, dal nome del progetto coordinato dall’università e finanziato dal programma LIFE+ dell’Unione europea.

Le campagne di segnalazione in corso, ad esempio quelle sui licheni, sulle meduse o sugli anfibi, riguardano organismi ritenuti importanti indicatori dello stato di salute della biodiversità, delle specie rare o dei cambiamenti climatici.

Grazie alla app, ma anche attraverso le pagine social di CSMON-life (Facebook e Twitter, @CSMONLIFE, #csmonlife), si possono inviare, magari durante una passeggiata in campagna o una gita al mare,  segnalazioni su animali, piante o situazioni ambientali che vengono poi esaminate ed eventualmente validate da esperti.

A questo punto le segnalazioni vengono inserite nel Network Nazionale della Biodiversità (Nnb), sistema pubblico di banche dati coordinato dal ministero dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare.

L’obiettivo, spiegava il coordinatore scientifico del progetto Stefano Martellos al Corriere della Sera  per il lancio di CSMON-life, “è mettere su una rete di almeno duemila citizen scientist, con almeno 20 mila dati raccolti”, fino a realizzare una ‘mappa’ per ognuna delle specie monitorate nella zona di indagine.

Ad oggi, secondo l’ateneo triestino, CSMON-life, i ‘citizen’ che aderiscono usando la app sono centinaia.

C’è tempo fino al 2017  – anno di conclusione del progetto – per creare una rete stabile al servizio della biodiversità, divulgando il progetto anche attraverso appuntamenti all’aperto e seminari come quello dedicato alle scuole in programma oggi a Roma.

CSMon-life è sviluppata da Divugando srl, si scarica gratuitamente da da Apple Store o Google Play, consente di sengalare in tempo reale, anche in forma anonima, e di personalizzare e gestire le proprie segnalazioni. Un tutorial su youtube spiega come usarla.

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