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Una call for input per la rivista Culture Digitali promossa da Di Cult Her con l’obiettivo di valorizzare e sostenere l’innovazione del patrimonio culturale europeo

Per connettere realtà diverse, per trarre beneficio dal confronto reciproco, per cogliere insieme il senso delle innovazioni tecnologiche nel settore dell’educazione al e con il patrimonio culturale, per riflettere insieme in forma scritta, per favorire lo sviluppo di processi cognitivi in grado di promuovere personalità creative e flessibili, aperte alla complessità, nonché per favorire lo sviluppo dei necessari approfondimenti teorico-pratici per dare identità al nuovo Digital Cultural Heritage definito dall’UE nell’Art. 2 delle Conclusioni del Consiglio del 21 maggio 2014 relative al patrimonio culturale come risorsa strategica per un’Europa sostenibile (2014/C 183/08). Sono questi gli obiettivi della rivista di alta divulgazione scientifica “Culture Digitali”, (ISSN 2785-308X) promossa in Italia da #DiCultHer, partner NEB, per “esplorare, discutere e plasmare un futuro bello, sostenibile e inclusivo”, nella prospettiva del rafforzamento dell’identità europea e nella condivisione dei valori comuni.

Una CALL FOR INPUT nello spazio NEB, per arricchire ogni numero della rivista “Culture Digitali” a partire dal numero 7, relativo ai mesi novembre/dicembre 2022, con approfondimenti, idee, esperienze, suggestioni così come è avvenuto nei precedenti numeri della rivista, ed in particolare con il numero 6, scaricabile in formato .pdf all’indirizzo.

Una CALL FOR INPUT per rispondere alle domande:

  • In che maniera il digitale ha contribuito, sta contribuendo, e può contribuire alla formazione di una cultura Europea?
  • Alla luce delle attuali politiche e dei programmi Europei, come va costituendosi il valore culturale del digitale? 
  • Quali sono gli esempi più virtuosi del nuovo patrimonio culturale immateriale Europeo?
  • Che relazione intercorre tra il digitale e l’articolazione/discussione dei nuovi trend culturali europei e non?

L’obiettivo della CALL FOR INPUT è quello di mettere a fattor comune progetti di ricerca, esperienze formative e educative della Comunità NEB, per sostenere un rinnovamento delle conoscenze, individuare e ampliare nuovi spazi operativi di collaborazione, creare nuove reti e approcci condivisi e, soprattutto, contribuire a disegnare la funzione educativa in chiave europea, con l’adozione di tematiche e narrative comuni.

In particolare, sono sollecitati approfondimenti su:

  • Modelli, strumenti per la rappresentazione della conoscenza nello studio del patrimonio culturale letterario, storico, artistico, archeologico, filosofico.
  • Metodi e tecnologie di comunicazione del patrimonio culturale e loro impatto nella conoscenza e nell’educazione. 
  • Problematiche e strategie inerenti alla conservazione dei dati.
  • Modelli e strumenti per la facilitazione del diritto di partecipazione dei cittadini alla vita culturale del proprio territorio e per il potenziamento della conoscenza e dell’accessibilità del patrimonio culturale.
  • Esperienze e buone prassi di contenuti digitali potenzialmente ri-utilizzabili (Open Educational Resources).
  • Esperienze e buone prassi di costruzione di percorsi innovativi per stimolare la creatività giovanile.
  • Esperienze e buone prassi di interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana specie nelle aree periferiche e marginali.
  • Studi sull’impatto culturale e sociale della rappresentazione e della comunicazione condotta con i nuovi modelli e tecnologie digitali.
  • Sistemi e tecnologie relativi a Internet of ThingsDigital DiplomacyStorytelling PlacetellingSemantic WebLinked Open DataNetwork AnalysisVisualization, Virtual & Augmented Realit, Metaverso e tecnologie Blokchain applicati al patrimonio culturale.

L’idea di fondo è quella di mettere in evidenzia le esperienze in atto nel campo dell’innovazione nella valorizzazione del patrimonio culturale europeo nelle sue diverse forme e articolazioni: paesaggistico, artistico, culturale, etnoantropologico, ecc., centrate, in particolare, ma non solo, sull’engagement delle fasce giovani della popolazione europea che devono “farsi carico” del proprio patrimonio culturale, dei propri territori, in attuazione della Convenzione di Faro, nella dimensione digitale.

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