I colori prima di tutto: il verde che combatte col giallo e piccole venature rosso vermiglio. Lotta dura perchè l’autunno avanza, ma quel verde è lì a dire che la vigna non si è ancora addormentata. Anzi, canta.
I suoni dei canti della vendemmia, le chiacchiere, le risate. I suoni di una brezza leggera che gioca e si rincorre tra i filari, muove le foglie come in una danza. Ma c’è un canto che sorprende in una mattina di sole che accende la vendemmia nel podere Il Fitto, sulle colline della Valdichiana che guardano Cortona e Montepulciano. Tuscany, forever.
Cammini tra i filari e scopri ciò che non ti aspetti: le vigne sono la ‘casa’ delle rondini. Un piccolo esercito di rondini che danza e canta quasi ad accompagnare i gesti della raccolta, rigorosamente a mano. “Arrivano puntuali a primavera, ogni anno stanno qui per lunghi mesi, ormai sono quasi di famiglia”. La ‘casa’ è accogliente, luminosa: un piccolo rifugio di tepore.
Le rondini danzano e restano in questo angolo di mondo che è il mondo di Edda. Donna forte e dolcissima: ti accoglie col sorriso dell’ospitalità che da queste parti è regola secolare.
Tenuta da lavoro, un occhio ai trattori e uno alla macchina diraspatrice. In cantina c’è il fermento della vendemmia: ognuno al proprio posto. Quest’anno la natura ha deciso che il suo Syrah avrà più colore e più profumi: chicchi con la buccia più
sottile ma ugualmente carichi della potenza del vitigno Doc di Cortona.
Qualità, anzitutto, è il ‘mantra’ di Edda per i suoi gioielli, coi grappoli selezionati a mano e in vigna, poi di nuovo in cantina: Syrah la punta di diamante della produzione; il Sangiovese in purezza passato fino a un anno in barrique di rovere francese; il blend Igt da Sangiovanese (80 per cento) e Merlot (20 per cento), il Rosso di Cortona Igt e il Bianco che porta il nome del sole: Elios.
Syrah elegante, come i movimenti di Edda tra i filari, come i suoi sorrisi, come la cura con cui controlla ogni chicco d’uva, come il rigore del lavoro fuori e dentro il casale in pietra che è anche agriturismo. Qui ogni anno e per lunghi periodi arrivano turisti dall’America e dal Nord Europa: “Sono persone che amano il contatto con la natura e la genuinità dei prodotti della terra”, racconta Edda mentre allestisce una tavola in legno con i salumi cortonesi e il pane appena sfornato. E’ il suo benvenuto a chiunque varca la soglia de Il Fitto alla ricerca di un po’ di pace e di buon vino.
Vignaiola per scelta, da sempre. Da quando i genitori le hanno lasciato il Podere. Se l’è preso e ci ha lavorato sodo: ha impiantato le barbatelle e deciso che lì avrebbe fatto lo Syrah “come dico io”. Rosso rubino, forza della natura, tripudio di profumi: emozioni fortissime.
Nel Podere di Edda gli ospiti mangiano e bevono ciò che viene dalla terra. Punto e basta. L’arte e il piacere dell’ospitalità è il tocco in più di Edda che ‘coccola’ ciascuno con le bontà che sforna, che impasta, che prepara. Passaparola, degustazioni in cantina tra le botti di rovere francese e poi l’approdo nel mondo del web: “Un mondo senza confini che ho imparato a conoscere e che mi ha permesso di instaurare relazioni con persone che stanno all’altro capo del mondo. Posto foto e video, racconto il mio vino mentre lo faccio, uso molto i Social e ogni volta ricevo click e richieste di ospitalità. Da noi la vita ha un passo lento, più riflessivo, calato in un rapporto diretto con la natura. Molte persone, stressate dai ritmi di lavoro e delle grandi città, cercano un po’ di tranquillità, un posto sicuro dove rifugiarsi e ricaricare le pile. Adesso che ho scoperto il web non potrei più farne a meno. Credo che sempre più sarà uno strumento indispensabile per i piccoli vignaioli come me che non hanno risorse da investire in campagne promozionali come i grandi marchi. E del resto, io preferisco il rapporto face tu face con i miei clienti” .
Le pile di Edda, invece, sono sempre cariche, girano al massimo. Lo percepisci dall’intensità dello sguardo, mentre il vento gioca coi suoi capelli neri e lei ti porge un calice di Syrah “come dico io”.