Un tam tam sui social network si trasforma in evento. Arte, vino e cucina: mix d’èlite sotto un cielo di stelle, tra le guglie e i giochi di architettura liberty del quartiere Coppedè, cuore di Roma. Location: Spazio Cima. Avanguardia, scoperta, artisti emergenti selezionati da una scouting di classe che usa i social come la chiave per entrare nel mondo della bellezza: Roberta Cima.
Vini dal mondo: dall’Austria con un Riesling Mosella (Ring) dai profumi intensi, Shyrah del Sudafrica (Alle Bleue) dai sentori di ciliegia matura e note di salmastro. E ancora: Franciacorta (Barone Pizzini): un tuffo nelle bollicine dal perlage finissimo, persistente e Nina, un rosso georgiano invecchiato in anfore di terracotta. Patron della serata Riccardo Siviero e Mediatis Wine in Motion, reduce dal successo di “Gusto in Scena”, a Venezia, dove i vini stranieri che compongono la sua particolare cantina, hanno catturato l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati.

Tutto gira su Facebook: foto, racconto, invito. E la serata “vive”: Roberta Cima, apre al pubblico un personalissimo spazio dedicato all’arte contemporanea e non solo. L’idea è proporre un “project space multisensoriale” dove si incontrano varie forme di arte: vino e cucina come partner-protagonisti di una espressione di bellezza autentica, che muove dalle materie prime trasformate con sapienza dai vignaioli di cui Riccardo Siviero va a caccia, e i prodotti della terra, “la cucina dei ricordi”, che lo chef stellato Guido D’Erano lavora rivisitando in chiave creativa la tradizione della cucina romana. “I social network sono strumenti fondamentali nel nostro lavoro perchè consentono una comunicazione immediata ed efficace, aprendo a un rapporto diretto con le persone che ci seguono e quelle che via via si aggiungono alla nostra community social”, spiegano i tre ‘artisti’ in movimento. Perchè la ‘cifra’ delle loro attività è comune e si chiama ricerca. “Credo molto nel binomio vino-cibo”, spiega Riccardo Siviero mentre fa girare nel calice un pas dosè Rivalta. “Con Guido D’Eramo è nato un feeling naturale perchè entrambi puntiamo sulla qualità dei prodotti che proponiamo. L’abbinamento vino-cibo nasce da un concetto di fondo che sta alla base di un evento: accompagnare l’ospite in un, viaggio visivo e sensoriale unico, cercando di trasmettere le sensazioni che io provo quando scopro un’etichetta straniera e ciò che ci sta dietro rendendola unica, o quando Guido crea un piatto con materie prime rigorosamente del territorio”. Austria, Sudafrica, Georgia, e a breve Repubblica Ceca con il Sonberk, un riesling ottenuto dal vitigno autoctono Palava è la nuova frontiera di Mediatis Wine in Motion che, anche con l’ausilio di una comunicazione ad hoc sui social network, porta all’estero l’eccellenza dei vini italiani: “Osmosi perfetta per il pubblico europeo, in particolare dell’Europa dell’Est molto attento alla produzione italiana e appassionato sopratutto ai rossi e alle bollicine”.
Guido racconta la sua cucina mentre affetta a coltello un prosciutto di Amatrice. “Porto la mia semplicità nella cucina reinterpretando i piatti della tradizione romana”. E chi se li aspetta i ravioli con la coda alla vaccinara con crema di sedando e scaglie di cioccolato? O i saltimbocca alla romana in crema di bufala? Tutto vero, nel menù D’Eramo.

“La cucina per me è come il midollo spinale, cioè la vita. Una passione che nasce fin da bambino, con mia nonna che è stata una delle ultime macellare di Roma, quartiere Testaccio. Quando chiudeva il negozio portava a casa il quarto e il quinto dell’animale e per me era un festa osservare come nascevano i suoi piatti”. Guido in cucina ci passa 16-17 ore al giorno “se ci fosse la possibilità di metterci il letto ci dormirei pure”, dice con un sorriso che racconta molto del suo mestiere. Sui social ha moltissimi fans e “mi piace”, specie dopo l’esperienza a Masterchef (seconda edizione) che gli ha permesso di presentare al grande pubblico e agli “chef degli chef”, Barbieri, Cracco e Bastianic le sue creazioni. “Uso molto facebook per raccontare la mia passione ai fornelli, il modo in cui nasce un piatto con le materie prime che vado a recuperare da coltivatori e produttori che puntano all’eccellenza”. Nei progetti futuri c’è un ristorante tutto suo a Roma: “Ho già il nome – Zenzero e guanciale -, è un sogno che sta diventando realtà, lo sarà a breve”.
Roberta ascolta affascinata il racconto di Guido: gli occhi verde smeraldo si illuminano spaziando tra i piatti dello chef, i vini stranieri da scoprire e le opere d’arte di Mauro Bellucci, ultimo in ordine di tempo, nel carnet degli artisti romani dello Spazio Cima. “Il progetto che sto portando avanti da un anno, nasce dalla mia passione per l’arte: tutto qui deve girare attorno all’arte. Ma l’obiettivo è quello di uno spazio aperto dove la gente possa incontrarsi, ammirare, gustare, assaggiare le varie forme d’arte. Cibo e vino sono forme artistiche molto interessanti per me, insieme alla ricerca di giovani talenti, pittori, scultori, della scuola romana e non solo”. Il percorso visivo e sensoriale si arricchisce con un personale biblioteca che gli ospiti possono consultare, degustando un calice di vino o assaggiando le prelibatezza dello chef. “Conoscersi e conoscere” è il motto di Roberta che twitta e facebookka le foto della serata. Pensando già al prossimo evento.
