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WeCity, una app che premia la mobilità sostenibile

Meno Co2 emetti nell’aria della tua città più risparmi. Come? Anche semplicemente condividendo i tuoi spostamenti in automobile con un’altra persona, meglio ancora se si è in 3 o 4. Ti registri sulla app WeCity e, dopo il check-in, attraverso la connessione Gps dello smartphone il sistema calcola i chilometri effettivamente condivisi ed il numero di passeggeri che partecipano. Alla fine WeCity assegna un punteggio proporzionale alla lunghezza del tragitto e al numero di partecipanti, spendibile in “mobilità sostenibile”.wecity 1

Scaricata da 10mila utenti in diverse città italiane, è la prima app che certifica ogni grammo di anidride carbonica che non viene emesso nell’atmosfera e lo trasforma in “moneta virtuale” da utilizzare per ottenere sconti e vantaggi su prodotti che rendono la propria mobilità sostenibile ancora più smart: bici elettriche, eco-viaggi, voucher per il car-sharing. Gli spostamenti fatti a piedi, in bici, carpooling e mezzi pubblici vengono riconosciuti dall’applicazione e generano dei crediti, proporzionali alla Co2 evitata.

WeCity è nata da un’idea di Paolo Ferri, che dal 2003 collabora con Mimesis, spin-off accademico del gruppo di ricerca di fisica tecnica del Dipartimento di ingegneria “Enzo Ferrari” di Modena, collettivo di ricercatori attivi nell’ambito della fluidodinamica e dei sistemi di irrigazione in aree desertiche.

L’app, dai dati catturati sul campo, ha calcolato che negli ultimi due mesi a Modena sono stati effettuati 4.000 spostamenti in bicicletta, per un totale di 20mila km percorsi e 3 tonnellate di Co2 risparmiata.

“Roma, Milano, Torino, Bologna, sono alcune delle città dove WeCity al momento è più diffusa, ma ci sono limiti geografici all’utilizzo di Wecity e presto contiamo di diffonderci maggiormente anche all’estero”, spiega Paolo Ferri. Nel 2014 sono state vendute più bici che auto in 26 paesi UE su 28 e, conclude l’ingegnere modenese, si può tranquillamente affermare che “l’auto è in declino come status symbol tra le nuove generazioni”.

 

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