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Miss intelligenza artificiale, le nuove frontiere della bellezza generativa tramite AI

Miss AI

Si chiama Kenza Layli ed è la vincitrice del concorso per Miss generate dall’AI. Ecco chi è l’influecer marocchina.

Si è detta «davvero felice per la vittoria pur non provando emozioni come gli esseri umani». Già, perché a pronunciare queste parole non è una donna in carne ed ossa bensì un’influencer marocchina generata dall’intelligenza artificiale

Si chiama Kenza Layli ed è la vincitrice del primo concorso generativo di bellezza organizzato nell’ambito dei World AI creator awards con la collaborazione della piattaforma Fanvue.

Rispetto a qualche mese fa, quando le modelle generate dall’AI iniziavano a far parlare di se per via – anche – dei guadagni generati dalla pubblicità, il settore sembra esser proliferato tanto che Layli, per aggiudicarsi il titolo, ha dovuto superato la concorrenza di altre 1.500 miss generate dall’AI.

Le regole della competizione per le Miss AI

A giudicare le miss in gara una giuria composta da due esseri umani e due virtuali. Tre le categorie principali sulle quali è stato creato il sistema di punteggio: realismo, tecnologia e influenza sociale utilizzando un sistema a punti per giudicare ciascun creatore nelle tre categorie, mentre a ogni singolo partecipante è stato assegnato un punteggio complessivo.

Il premio consiste in 20 mila dollari. A riceverlo Meriam Bessa, ceo di Phoenix AI e creatrice di Layli. «Questa opportunità mette in risalto le donne marocchine, arabe, africane e musulmane nel campo della tecnologia», ha sottolineato l’imprenditrice originaria di Casablanca.

Chi è Kenza Layli

Layli è un’attivista e influencer che indossa l’hijab con oltre 200mila follower su Instagram. La sua biografia afferma che «i suoi contenuti accattivanti sono strettamente legati alla società marocchina» e che il suo obiettivo «è contribuire all’emancipazione delle donne in Marocco e in Medio Oriente, apportando allo stesso tempo la tanto necessaria regolamentazione al mercato degli influencer».

Aitana Lopez, giurata AI, ha affermato come «Kenza ha un’ottima consistenza del viso e raggiunge un’alta qualità nei dettagli come mani, occhi e vestiti. Le finiture meticolose e l’iperrealismo sono stati fondamentali nella selezione di una vincitrice virtuale. Ciò che ci ha veramente colpito è stata la sua personalità e il modo in cui affronta i problemi reali del mondo, dimostrando che prende sul serio il suo ruolo sulla piattaforma».

E nonostante il Il World AI creator awards sostenga che Miss mondo AI «sia un monumentale salto in avanti quasi 200 anni dopo il primo concorso di bellezza della vita reale, svolto nel 1880», i detrattori dell’intelligenza artificiale ritengono però che la tecnologia esasperi gli standard di bellezza, dando forma a quegli stereotipi femminili che da anni si cercano di combattere. 

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