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Il mercato delle auto: aumentano le vendite delle elettriche

Federico Lagni, Presidente Tesla Club Italy e CEO Lagni Group srl_il mercato delle auto aumentano le vendite dell'elettrico

Federico Lagni arriva dritto al punto, lo fa senza giri di parole e ci mette davanti ad un gap culturale. Un’ora di conversazione e approfondimento sul mondo dell’elettrico con chi, dal 2008 ininterrottamente ha deciso di parlarne con responsabilità, sperimentando e costruendo parte della propria visione imprenditoriale. Inutile tergiversare, serve maggiore informazione e dati oggettivi su cui riflettere, non possiamo fermarci alle conversazioni e a molti luoghi comuni che spesso vediamo circolare sui canali social. La sua passione per l’argomento emerge in ogni parola e in ogni esempio che ci porta, come la metafora del bicchiere vuoto da riempire, per spiegare la ricarica della Tesla, più veloce fino alla metà e poi più lento per il resto (lento rispetto all’inizio, che non significa lentezza in termini assoluti). L’informazione è fondamentale, la contestualizzazione anche.

Inutile dire che i 50 minuti sono volati e che le curiosità sono aumentate. Ma arriviamo al primo punto: i dati. 

Vendite: l’Italia sta scoprendo le auto elettriche?

Sono 320.000 le auto attualmente circolanti in Italia full electric (dato italiano a maggio 2025) che mostra un +42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Per parlare di trend dobbiamo avere una fotografia di cinque anni, possiamo farla anche su tre, in questo momento parliamo di dati con significativi + davanti – precisa Lagni – ma un dato connesso su cui voglio porre attenzione è l’infrastruttura dei punti di ricarica che pone l’Italia avanti e che dimostra come il Paese sia pronto ad accogliere un aumento delle vendite di auto elettriche. Per dare un numero preciso sono 60.000 i punti di ricarica sparsi non in modo molto omogeneo tra Nord-Centro-Sud”. L’Italia si colloca, per quanto concerne la diffusione di auto elettriche, sicuramente più indietro rispetto a Gran Bretagna, Germania, Francia e sicuramente ancora di più rispetto a Norvegia e Paesi del Nord Europa che fin da subito hanno avviato una transizione importante e impattante. Ma più avanti rispetto ad altri Paesi per quanto concerne il rapporto tra numero di colonnine e auto elettriche circolanti. “L’essere  più indietro ci permette comunque di vedere un’evoluzione già tracciata da altri” sottolinea Lagni.

L’informazione e l’esperienza: l’auto elettrica è una scelta consapevole e responsabile

“L’auto elettrica è una scelta. Ci si informa, si valutano tanti aspetti, e si sperimenta. Questo in Norvegia avviene da dieci anni, ma più in generale in tutto il Nord Europa e significa anche maggiori informazioni condivise, esperienze e dunque una cultura dell’auto elettrica molto più diffusa e, di conseguenza, anche meno disinformazione e preconcetti”. A questo proposito entrano in gioco infatti spesso i luoghi comuni del “tempo di ricarica e di tempo di percorrenza”. Un’informazione che se, decontestualizzata potrebbe sembrare una criticità, ma se contestualizzata in una gestione del viaggio responsabile in lunghe percorrenze, si traduce nello stesso tempo di pausa dalla guida. “Il dato significativo in questo caso è che la percorrenza media giornaliera è tra i 30 e i 70 km. E questo è un dato oggettivo che dimostra come le attuali autonomie delle auto elettriche siano abbondantemente superiori al fabbisogno”. 

Un approccio fondamentale all’auto elettrica è sicuramente l’informazione e il dato. Spesso l’informazione inesatta viene fornita da chi non ha esperienza con l’auto. Ciò che emerge, come in qualsiasi tipo di transizione, sono nuove abitudini. “Le ricariche più importanti avvengono generalmente di notte, nel box auto. Se pensiamo che in Italia ci sono 20 milioni di box auto e che l’aumento di potenza elettrica si può richiedere facilmente al proprio gestore, abbiamo chiara la fotografia attuale di stato dell’arte”. Ciò che oggi in Italia ha bisogno di maggiore accuratezza è sicuramente l’informazione attorno al tema.

La mobilità elettrica è una tecnologia abilitante e una scelta responsabile

“Non dimentichiamolo, la mobilità elettrica è una tecnologia abilitante, e come tale va vissuta. La conoscenza e la sperimentazione portano all’adozione e alla transizione”, spiega Lagni. Sarà appunto con la sperimentazione, sempre più frequente, che molta disinformazione verrà sostituita dall’esperienza diretta. “Quello a cui assisto con il mio lavoro di noleggio a breve e brevissimo termine è infatti la reazione di chi per la prima volta si trova a sperimentare personalmente l’auto elettrica e a scardinare (molto spesso) preconcetti”. 

Chi passa all’elettrico difficilmente torna indietro. E questa è una delle frasi che si sente più spesso da chi lo ha sperimentato. La scelta è prima di tutto frutto di una serie di riflessioni e di calcoli tra costi e benefici, che nel medio termine dimostrano comunque, che si può arrivare a un risparmio importante rispetto alle auto endotermiche; a cui, ricordiamolo, l’impatto sull’ambiente.

Francesca Anzalone

Per chi volesse approfondire la video intervista integrale è disponibile a questo link:

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