OpenAI ha ufficialmente acquistato io, startup fondata da Jony Ive, per 6.5 miliardi di dollari, con l’obiettivo comune di creare una nuova generazione di dispositivi basati interamente sull’intelligenza artificiale.
Ive, leggendario designer cui si deve la creazione di diversi prodotti iconici della Apple, avrà un ruolo centrale nella fusione della sua startup con OpenAI, mantenendo la guida creativa di tutti i progetti di design insieme alla sua azienda LoveFrom.
Un’operazione dalle prospettive rivoluzionarie, vista l’intenzione dichiarata da Sam Altman e Ive di “reinventare completamente cosa significhi usare un computer”.
Il 21 maggio, il CEO di OpenAI e l’ex guru di Apple hanno così annunciato in un video la loro collaborazione, già avviata due anni fa con lo scopo di forgiare una nuova famiglia di prodotti che sia adatta all’era dell’intelligenza artificiale.
Un annuncio che, dopo più di una settimana, continua comunque a far discutere, lasciando spazio a diversi dubbi riguardo non solo al futuro dell’AI, ma soprattutto alle sorti dei dispositivi come li conosciamo oggi.
Una nuova generazione tecnologica: OpenAI e io verso una nuova era dell’intelligenza artificiale
In un contesto in cui in cui l’AI sta diventando sempre più pervasiva, con la volontà diffusa di rendere tutti i dispositivi dotati di un’intelligenza artificiale integrata, le ambizioni future di OpenAI sembrano guardare oltre alle tradizionali interfacce digitali.
Nel video rilasciato da OpenAI per introdurre io, Jony Ive sottolinea in particolare come i prodotti utilizzati per fruire di tecnologie avanzate siano “vecchi di decenni”.
Da qui la necessità di creare “una nuova generazione tecnologica”, come quella presentata dal progetto condiviso di OpenAI e io, con dispositivi che siano anche “in grado di renderci migliori”.
Secondo il Wall Street Journal, si tratterà di dispositivi “tascabili” e con “consapevolezza contestuale“. Un paradigma che propone un modo nuovo di interagire con l’AI, distante da quelli concepiti per i dispositivi mobili, con un’esperienza intuitiva che sia al contempo personalizzata e integrata per gli utenti.
I nuovi dispositivi sono attesi sul mercato dal 2026, come dichiarato anche al termine del video di OpenAI. Dopo giorni dall’annuncio, tra le fonti ufficiali si ha tuttavia a disposizione solo questo video, in cui Altman e Ive discutono sul futuro dell’AI in un bar, oltre al comunicato ufficiale pubblicato sul sito di OpenAI.
Fino adesso è stato mantenuto l’assoluto riserbo sul tipo di dispositivo che Altman e Ive stanno sviluppando. Le ipotesi, intanto, non sono mancate in rete. Tra le idee prospettate, si pensa a dispositivi senza schermi e governati da un’interfaccia vocale, di cui già si era parlato nel caso di Ai Pin, rivelatosi poi un flop.