Come funziona Threads, quali sono le differenze con Twitter X, che uso possono farne gli enti pubblici?
Nel dinamico mondo dei social media, dove ogni giorno emergono nuovi aggiornamenti, cambi di proprietà (e nome), non c’è da stupirsi se quasi sul finire dell’anno ci ritroviamo a testare un nuovo social giunto sulla scena mediale.
Lanciato nei primi giorni di luglio 2023 negli Stati Uniti e altri 99 paesi, Threads, di proprietà di Meta, è arrivato ufficialmente in Europa il 14 dicembre scorso, generando un mix di novità e perplessità tra gli utenti.
Ad una settimana dal lancio Threads aveva già superato i 100 milioni di iscritti, un dato che ChatGPT, l’altra applicazione dell’anno, ha raggiunto in due mesi. Sarà l’effetto novità, sarà il complesso momento che il grande rivale Twitter X sta passando dopo l’acquisizione di Elon Musk, o sarà la facilità d’uso e connessione con Instagram, ma un record del genere non si era ancora mai visto.
Per raggiungere i 100 milioni di utenti, TikTok ha impiegato 9 mesi, Instagram 2 anni e 6 mesi, Whatsapp 3 anni e 6 mesi, Facebook 4 anni e 6 mesi. Dati che fanno riflettere su quanto sia cambiata la sensibilità all’uso dei social e quanto sia accelerata la diffusione di nuove informazioni.
Ma come funziona questa nuova piattaforma di microblogging?
Come Funziona Threads
Threads è integrato all’interno dell’app Instagram, con un collegamento sul profilo, ma per essere utilizzato l’utente deve scaricare l’app da App store o Google play e in seguito effettuare il collegamento con il profilo Instagram già attivo.
Al primo accesso, Threads chiederà all’utente se importare i contatti già presenti su Instagram, al fine di mantenere lo storico dei collegamenti senza dover ricominciare dal principio. Funzionalità che ha incoraggiato le persone ad iscriversi, in particolare content creator già attivi sulla piattaforma di Meta.

L’interfaccia che si presenta all’utente è molto semplice e intuitiva. Gli utenti possono avviare una discussione su un argomento specifico e altri possono contribuire con i propri pensieri e opinioni, formando un ‘thread’. Questa struttura promuove una narrazione più organizzata e focalizzata, a differenza del flusso continuo e spesso frammentario di altri social.
Nella home page è presente la bacheca dei ‘thread’ divisa per “suggeriti” dall’algoritmo, da allenare nelle prime fasi d’uso dell’app attraverso interazioni con profili di maggior interesse; e “seguiti“, ovvero i ‘thread’ degli utenti che si seguono.
Nella seconda schermata troviamo la sezione “cerca” con i profili suggeriti da poter seguire e la possibilità di cercare ‘thread’ in base ad una parola chiave.
A seguire, troviamo il pulsante “scrivi nuovo thread“. E la sezione dedicata alle notifiche ricevute, suddivise per visione complessiva, follower, risposte, menzioni, citazioni, repost e verificate.
Infine, il profilo personale da personalizzare con la bio, la foto profilo (che possono essere anche importati da Instagram) e i thread scritti.
Quale scegliere tra Threads e Twitter X?
Sebbene Threads condivida alcune similitudini con Twitter X, come la possibilità di postare brevi messaggi e interagire con altri utenti, ci sono differenze significative:
- Struttura dei contenuti: al momento la struttura dei contenuti e l’interfaccia appaiono più organizzate su Threads e focalizzate per temi grazie ai flussi di thread e al basso volume di contenuti.
- Pay to use: dopo l’acquisizione di Musk è apparsa chiara la logica a pagamento dietro la piattaforma. L’introduzione dell’abbonamento, la spunta blu, le limitazioni per chi non ha l’account premium, hanno allontanato molti utenti che ora potrebbero aver trovato in Threads il caro vecchio Twitter.
- Comodità d’uso: il collegamento con Instagram permette di risparmiare il tempo di impostazione dell’app Threads e allo stesso tempo anche l’intuitiva interfaccia non crea problemi di interpretazione. Ciò che sicuramente bisognerà evitare è un copia e incolla tra le due app o tra gli altri social che non incoraggerebbe gli utenti ad interagire.
5 usi che gli enti pubblici possono fare di Threads
Dopo il lancio ufficiale in Europa, sono spuntati anche i primi profili della PA su Threads. Alcuni hanno dedicato il primo thread ad un saluto, alcuni hanno accompagnati i saluti con una foto, altri hanno scelto l’ironia per il thread di esordio. Tanti toni di voce, per l’ennesimo social su cui stare che però vede uno schema ripetitivo per quasi ogni piattaforma.
Al momento su Threads, tra gli enti pubblici, sono presenti: il Comune di Bologna, il Comune di Trieste, il Comune di Bergamo, il Comune di Venezia, il Comune di Perugia, il Comune di Ostuni, il Comune di Napoli, il Comune di Padova. La Regione Lombardia, la Regione Lazio, la Regione Campania, la Regione Liguria, la Regione Piemonte. Il Ministero della difesa, il Ministero della cultura, il Ministero dell’economia, il Ministero dei trasporti. L’Inail.
Vediamo alcuni usi specifici che la PA può fare di Threads:
- Comunicazioni Tematiche: dedicare il profilo a thread su iniziative governative, progetti comunitari o questioni di interesse pubblico in cui spiegare in più parti (thread), fino al link finale di approfondimento.
- Raccolta feedback: utilizzare i thread per raccogliere opinioni e suggerimenti dai cittadini su alcuni argomenti di interesse pubblico.
- Partecipazione e citizen engagement: stimolare la raccolta di idee e soluzioni innovative partecipate.
- Educazione e sensibilizzazione: diffondere informazioni e promuovere campagne di sensibilizzazione su argomenti specifici.
- Formazione e sviluppo: generare thread focalizzati sulla spiegazioni di servizi pubblici, sull’educazione digitale e su specifichi temi formativi volti all’aumento delle competenze digitali sia dei cittadini che dei dipendenti.
Threads rappresenta una nuova frontiera nei social media, offrendo una piattaforma focalizzata sulla discussione e sull’interazione significativa. Per gli enti pubblici, offre un’opportunità unica per coinvolgere i cittadini in un dialogo costruttivo. Mentre continua a crescere e a evolversi, sarà interessante vedere come Threads influenzerà il panorama dei social media nel prossimo futuro. E tu lo hai già scaricato?
Una risposta
C’è anche Inail!!! Ciao
Michele