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Il coraggio di Time4Life corre anche sui social

È la storia di una ragazza coraggiosa: Elisa Fangareggi, 33 anni, avvocato di Modena e madre di tre figlie, un coraggio da far impallidire un leone, è la fondatrice dell’Associazione Time4Life e forse all’inizio neppure lei aveva la percezione dell’impresa cui si stava accingendo. Perché quando è il cuore a guidarti, e quando il cuore ce l’hai così grande, sei disponibile a donare tutta te stessa per amore.t4l1

Tutto comincia da un’amicizia autentica e non poteva essere diversamente, quella tra Elisa e Firas, un giovane fuggito con la sua famiglia da Aleppo, in Siria, nel marzo del 2011. Conosciuta ai tempi delle spensierate estati al mare in Toscana, è ad Elisa che il giovane amico siriano – trasferitosi a Dubai – chiede aiuto per soccorrere gli amici e i familiari rimasti in patria, vittime del conflitto scoppiato tra Assad e le forze di opposizione al regime. Elisa comincia a darsi da fare per raccogliere medicinali, latte in polvere, cibo e beni di prima necessità che vengono consegnati agli amici di Firas, poi ha iniziato lei stessa a recarsi di persona in Siria raggiungendo il campo profughi che si trova a mezz’ora d’auto dal confine turco.

Andare, vedere, toccare con mano la sofferenza di donne, bambini, anziani, vite strappate alla loro dignità, 4 milioni di persone sfollate a causa della guerra civile e costrette a vivere in campi dove le condizioni igieniche sono pessime e dove non esistono acqua potabile, medicine, vestiti, assistenza sanitaria: è la molla che scatta, Elisa parla con suo marito e con le sue bambine per capire se questo impegno può diventare una missione di vita. Il progetto è condiviso, la figlia più grande dice di sì e intorno a questa famiglia nasce una storia di amore più grande. “Chi salva una vita, salva il mondo intero” ama ripetere Elisa che dà vita a Time4Life, comincia con il passaparola e forma un gruppo di amici volontari che la supportano nell’attività di raccolta e si uniscono a lei nei viaggi mensili in Siria. Time4Life oggi cerca di creare anche luoghi di assistenza, ambienti che assomiglino a una scuola per mantenere viva la scintilla della cultura, dell’istruzione, della speranza in un contesto di morte e di disperazione.

t4lCome spesso accade in questi casi, un contributo fondamentale alla causa arriva dai social: grazie alla creazione del gruppo facebook “Time4Life International”, che oggi conta più di 74.000 membri, l’Associazione allarga i confini e si costituisce ufficialmente, raggiunge e informa in tempo reale migliaia di persone con racconti, foto e testimonianze, porta le atrocità di un conflitto nel mondo, crea consapevolezza e mantiene viva l’attenzione su un conflitto che troppo spesso rischia di essere dimenticato. È attivo anche il profilo twitter @Time4lifeit che rilancia contenuti, ritwitta numeri di rifugiati e sfollati di associazioni internazionali, pubblica foto e video e fa dei social media un canale che sfugge alla censura e ridesta tante coscienze. Il sito www.time4life.it è anche un giornale che rende conto dell’attività, presenta i tanti progetti in corso (http://www.time4life.it/progetti/) e riporta fatti di cronaca sull’attualità siriana.

Educare al tempo dei social significa essere come Elisa, ma anche dare una mano a tanti bambini siriani con una donazione, un retweet o una condivisione su facebook dei post di Time4Life. Utilizzare i social in modo intelligente può salvare una vita. E chi salva una vita salva il mondo intero.

Riccardo Clementi (@riccacleme)

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