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Curare bene i profili social, un’arma in più nella caccia al lavoro

Quando si dice, maneggiare con cura. Non si sta parlando certo di medicinali delicati da utilizzare o di fragili ornamenti preziosi. Si tratta dei nostri profili social, delle nostre informazioni più o meno dettagliate che lasciamo su Internet e in particolare sui social network. Già, guai infatti a sottovalutare l’importanza di questi ultimi e dei loro contenuti, o pensare di utilizzarli come un vuoto recipiente dove inserire a piacimento quello che ci pare. Le aziende infatti guardano moltissimo ai nostri profili quando si tratta di assumere una persona, e anzi spesso il mancato esito di un’assunzione dipende proprio dalla trascuratezza dei rispettivi social. Secondo una recente ricerca pubblicata da Proskauer infatti la quasi totalità delle aziende sul mercato (90%) utilizza i profili dei social network per andare a selezionare i candidati che intende assumere per determinate posizioni che si rendono disponibili, e addirittura il 94% dei manager che poi gestiscono direttamente il procedimento di assunzione selezionano il candidato basandosi appunto su quello che riescono a leggere di lui su Facebook, Twitter, Gplus o altri social. Quanto è importante stare attenti a come si gestiscono i propri profili? Tanto, se si pensa che questo tipo di controllo porta alla fine addirittura quasi la metà (43%) di candidati già scelti e ritenuti validi ad essere scartati per colpa magari di un post o di un’immagine fuori luogo su Facebook, o qualcosa di simile. Questo conferma, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, dello strettissimo contatto esistente tra mondo del lavoro e mondo dei social, considerati sempre più affidabili come mezzo universale di comunicazione. Le stesse aziende infatti tendono a dare sempre “un’occhiata” ai profili dei propri dipendenti anche una volta assunti, per evitare comportamenti poco opportuni almeno dal punto di vista professionale. Occhio quindi alla cura dei nostri profili sotto l’aspetto più strettamente lavorativo, da Facebook a Linkedin, da Twitter fino a GooglePlus. Gli strumenti per farlo ci sono, utilizziamoli nel modo giusto.

 

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