Occhi neri come due chicchi di … Brunello. Col di Lamo a Montalcino come un’enclave nel Sancta Santorum del Re toscano. Arancione, come il colore “dell’alba e del tramonto”. Profilo di donna essenziale e tagliente come la lama che affonda nella vigna, smuove la terra, cura le barbatelle, pettina la vigna.
Sta qui la storia di Giovanna Neri (nella foto), donna e imprenditrice che col colore dell’alba e del tramonto ha infranto un codice, rotto uno schema. Controcorrente, sempre, come quando da sola ha dovuto tirarsi su le maniche e ricominciare. Dalla vigna e dal suo vino. Col di Lamo come una scommessa costruita sulla pietra del suo casale e nelle terre dei suoi ottanta ettari che declinano nelle dolci colline appese tra la Val d’Orcia e Siena. Una storia di coraggio e di forti innovazioni, in vigna ma anche nella community del web. I social network sono la vetrina del suo racconto quotidiano perchè “il vino è emozione e comunicarlo è un dovere per chi come me ha il privilegio di fare il mestiere più bello del mondo” dice mentre smanetta al computer su Twitter.
Intorno silenzio e vigne, una distesa infinita di filari, un mare verde mosso dalla brezza di un pomeriggio di settembre, col sole a dire che ancora l’estate non ò finita.
Ciò che rende speciali i vini dell’azienda Col di Lamo è la capacità di Giovanna di trasmettere ai suoi prodotti quell’amore esclusivo che solo una donna, una madre, può provare per un figlio.
E’ così, infatti, che lei considera le sue “creature”: il Rosso di Montalcino, il Brunello di Montalcino, il Lamo e l’Acquavite, alla produzione dei quali si dedica in prima persona, determinando e guidando ogni fase della lavorazione. Esattamente come suo padre le ha insegnato.
L’etichetta dei vini Col di Lamo è stata creativamente studiata con lo scopo di far riconoscere il tocco femminile: il profilo delicato del volto di donna ed i colori arancione e verde del Lamo rappresentano l’immagine che Giovanna ha voluto conferire alla sua Azienda e ai suoi prodotti.