Si è svolto ad Antignano (Livorno) il convegno “Nuove reti, rinnovate professioni” organizzato dall’UCSI Toscana (Unione Cattolica Stampa Italiana): una due giorni molto interessante dove circa 60 giornalisti e comunicatori si sono confrontati su futuro del giornalismo, nuova comunicazione, social media e cambiamenti della professione alla luce dell’evoluzione in corso.
Antonello Riccelli, Presidente dell’UCSI Toscana, ha sottolineato quanto sia importante che i giornalisti, indipendentemente dalla loro estrazione culturale, religiosa e sociale, si parlino e si confrontino anche e soprattutto con momenti in cui ci sia la possibilità di approfondire, dialogare, entrare nella complessità della questione: un esercizio utile per “maneggiare” con professionalità e autorevolezza i nuovi strumenti della professione in modo da non subire i mutamenti in atto, ma anzi padroneggiare i mezzi e tracciare nuove prospettive sia in termini di contenuti, di idee che di nuove forme di occupazione.
Tema centrale della due giorni è stato proprio questo: il crinale in cui si gioca la partita, da una parte la fine della professione sempre più “schiacciata” da una rete in cui molti e troppi si improvvisano fonte di informazione e pseudo giornalisti e dall’altra il rilancio della stessa proprio grazie alle nuove piattaforme virtuali che consentono di sperimentare nuove modalità di giornalismo, per certi versi più libero e indipendente, con pubblici e format modulabili.
Al centro del dibattito resta ovviamente anche la grande questione dell’etica e della deontologia, dentro i cui confini è necessario muoversi per continuare, indipendentemente dai contenitori adottati, a rispondere alla vocazione del giornalismo: dare un servizio ai cittadini, diffondere notizie la cui fonte sia certa e verificata, fare cronaca e riportare fatti che siano rispondenti a una realtà, offrire occasioni di approfondimento, di discussione, di denuncia e di rilancio per i nostri territori e il nostro Paese.
Illuminante in tal senso il vecchio e mai tramontato adagio di Orazio: “il buon senso è il principio e la fonte della scrivere”.
Ma poi, partendo dal buon senso, tocca a noi giornalisti e comunicatori cimentarsi con coraggio nella rivoluzione in corso: se davvero ci convinciamo che i social network, da Facebook spesso utilizzato da molti a sproposito come una sorta di “Grande Fratello” della propria esistenza fino a Twitter che di per sé è più professionale passando per tutti gli altri, possono essere gestiti e orientati per fare un’informazione migliore e più trasparente e se riusciamo a produrre buone idee per dare vita a “luoghi virtuali” di informazione che, attingendo dalle piazze fisiche così come dai social media, facciano un servizio di qualità, utile alla comunità e di stimolo per soggetti istituzionali e corpi sociali, allora la partita può essere vinta e, con tutte le difficoltà del caso, anche le possibilità occupazionali potranno ampliarsi nel contesto di programmi editoriali dotati di una visione e di una progettualità.
Cittadiniditwitter.it, a livello di contenuti e di innovazione, costituisce un ottimo esempio che è stato preso in esame anche nella due giorni di Antignano: network tra giornalisti e comunicatori, capacità di mettere in comune idee e di valorizzarle, forte spinta all’innovazione, competenze, coraggio ed entusiasmo, sono questi gli ingredienti con cui sarà possibile non solo rimanere a galla ma navigare verso una meta ben precisa nel sempre più infinito mare della comunicazione.