“Da ora si può seguire Equitalia su Twitter. Loro ci seguono da anni. L’hashtag è #paga”. Paolo Kessisoglu (di Luca e Paolo) è il più brillante, ma sono molti i commenti che virano dal sarcasmo alla polemica aperta sull’apertura del profilo Twitter di Equitalia. Anche se in realtà con il passare del tempo c’è anche chi fa notare che può trattarsi semplicemente di uno strumento di informazione in più. Ieri l’annuncio in grande stile e subito commenti a non finire. L’obiettivo dichiarato degli ideatori dello sbarco sul social è dare informazioni in tempo reale e dialogare con i cittadini semplificando alcuni passaggi, ma “senza fornire assistenza diretta”, come specificato sul sito dell’azienda. Ma per ora @equitalia_it ha ottenuto l’effetto di riaprire il fronte delle critiche.
“Ora Equitalia può (in)seguirti su Twitter”, scrive Wired Italia. E Matteo Salvini a proposito di questa iniziativa lancia l’hashtag #vergognatevi, ma a sua volta è bersaglio di una sfilza di accuse da chi, tra l’altro, gli ricorda che Equitalia fu costituita con la Lega Nord al governo nel 2005. Reazioni prevedibili per una società poco amata dagli italiani, anche al di là dei suoi effettivi limiti. Certo, l’ingresso sui social con quel che ne consegue in termini di possibili attacchi diretti è un passaggio non banale, che dimostra in realtà la volontà di una “umanizzazione” di Equitalia. Vincerà questa scommessa oppure le lamentele degli italiani? La risposta ai prossimi tweet.