Una rete di sensori e intelligenza artificiale monitorerà in tempo reale la struttura rinascimentale grazie a un finanziamento da 450.000 euro
La Cupola di Santa Maria del Fiore, capolavoro assoluto del Rinascimento e simbolo architettonico di Firenze, avrà presto un suo “gemello digitale”. Il progetto, finanziato con 450.000 euro dal Centro Nazionale per la Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (ICSC), mira a realizzare una replica virtuale dinamica della cupola progettata da Filippo Brunelleschi nel Quattrocento. Non si tratta di un semplice modello 3D, ma di un sistema intelligente capace di monitorare in tempo reale lo stato di salute dell’opera.
Il cuore del progetto risiede in una rete di sensori avanzati, installati su tre livelli diversi della struttura, che trasmetteranno dati costanti su vibrazioni, inclinazioni, temperatura, umidità e deformazioni. Queste informazioni alimenteranno un sofisticato sistema di intelligenza artificiale, in grado di elaborare i dati e di restituire una simulazione fedele e in continua evoluzione della Cupola. Un vero e proprio “digital twin” che permetterà agli esperti di prevenire criticità strutturali e pianificare con precisione eventuali interventi di restauro.
L’iniziativa è promossa dall’Opera di Santa Maria del Fiore, in collaborazione con l’Università di Firenze e il Dipartimento di Ingegneria Industriale, e rappresenta un’ulteriore evoluzione nel dialogo tra patrimonio storico e innovazione tecnologica. «Questa cupola è da secoli un laboratorio vivente di ingegneria – ha dichiarato Andrea Pessina, soprintendente archeologico e belle arti per la città di Firenze – e oggi può diventare anche un punto di riferimento internazionale per la digitalizzazione del patrimonio culturale».
Il gemello digitale sarà utile anche per la formazione, la didattica e la divulgazione. Gli studenti e i visitatori potranno esplorare virtualmente la struttura, comprenderne la complessità costruttiva e scoprire le sfide affrontate da Brunelleschi, il cui genio tecnico e artistico ha resistito per oltre cinque secoli.
Non è la prima volta che tecnologie digitali vengono impiegate per la salvaguardia del patrimonio artistico, ma la combinazione di IA, laser scanner, sensori strutturali e modelli predittivi applicata a un monumento di tale importanza rappresenta un salto qualitativo. Il progetto si inserisce infatti in una più ampia strategia nazionale per la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso la transizione digitale.