Il 2014 ci ha salutati aprendo le porte al 2015 che ci auguriamo sia un anno di speranza e di gioia per tutti, soprattutto per coloro che da molto tempo affrontano difficoltà legate al lavoro e alla situazione economica, ma anche alla dimensione relazionale che nella nostra società purtroppo fa registrare tante persone afflitte da solitudine e depressioni, tanti giovani che sono vittime di esperienze educative caratterizzate da sofferenza. Per chi fa il mestiere del genitore uno dei propositi per il nuovo anno è di essere un bravo papà e una brava mamma: tra le domande più ricorrenti, che un genitore si pone, c’è quella che riguarda il rapporto dei figli piccoli con la tecnologia. Che fare? Come gestire l’accesso a internet dei bambini? A quale età soddisfare la loro richiesta di avere uno smartphone? E quale risposta dare alla loro curiosità nei confronti dei social network? Ma soprattutto, come accompagnarli in questo contesto?
Spunti e consigli interessanti in tal senso arrivano dal libro “I nuovi bambini” di Paolo Ferri, professore ordinario di Teoria e tecniche dei nuovi media e Tecnologie per la didattica alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, tra i maggiori esperti in Italia sul rapporto tra media e società: il testo, edito da Bur, fornisce indicazioni per educare i figli all’uso della
tecnologia, senza diffidenze e paure. Anche perché sarebbe assurdo fare il contrario e pensare di tenere i figli sotto una sorta di campana di vetro che li preservi il più a lungo possibile dal contatto con il pianeta del web: sarebbe come pretendere di svuotare il mare con un bicchiere o come provare a spiegare a un bambino che non esistono gli alberi, l’erba e l’aria che respiriamo. Come afferma Ferri, per i nostri figli fino ai dodici anni, cosiddetti “nuovi bambini”, il mondo aumentato digitalmente è la realtà in cui sono nati, in cui crescono e da cui possono trarre anche tanti vantaggi per la formazione della loro personalità e identità. Dipende appunto dall’utilizzo che ne fanno, attività in cui i genitori possono essere di grande aiuto.
I consigli che Ferri mette a disposizione hanno il pregio di essere semplici e chiari. Anzitutto, non importa essere invadenti nei confronti dei figli, l’importante è essergli vicino nel loro percorso di crescita compreso il loro approccio al web: si può navigare insieme, dando indicazioni e condividendo le scoperte che questo contesto riserva. L’educazione ai media, come a tutti gli ambienti esterni, comincia dalla famiglia. In questa azione occorrerà alternare dei no secchi e dei sì, da pronunciare sempre con amore e autorevolezza, senza mai dare l’impressione di essere dittatori ma semplicemente genitori. L’intelligenza digitale è preziosa, è importante favorirne uno sviluppo armonico e sereno, per questo è utile che i genitori condividano anche i propri strumenti informatici con i figli che non li romperanno: li tratteranno anzi nel modo opportuno nel momento in cui cominceranno a capirne la funzionalità. In questo percorso è fondamentale attivare sempre il parental control o un’App equivalente che faccia da filtro sui contenuti con l’obiettivo di favorire una navigazione che pian piano apra un mondo ai bambini. Il web, la tecnologia e i social network non sono un bene o un male a prescindere, costituiscono piuttosto una grande opportunità per conoscere il mondo, ampliare le proprie conoscenze, aprire la mente, entrare in contatto con tante persone. Tutto dipende dall’uso che ne viene fatto. Come per ogni mezzo e realtà esistente, educarne all’uso con gradualità e senso di responsabilità è la miglior strada da intraprendere. A questo proposito, è consigliabile che i genitori stessi apprendano le regole della privacy dei social network e più in generale dei giochi virtuali con cui i bambini possono entrare in contatto per salvaguardarli da rischi e pericoli. Allo stesso modo, è bene essere cauti nel diffondere online foto dei bambini ben sapendo che l’immagine dei figli non può mai essere funzionale e subordinata a un qualsivoglia desiderio o interesse del genitore, anche perché ogni social network ha la sua policy relativa alla privacy e a volte le foto possono cessare di essere di chi le pubblica, diventare possesso del social network, dominio pubblico ed essere utilizzate anche per fini commerciali.
È ovvio che il web non può sostituire le altre esperienze di relazione, anzi deve affiancarle con discrezione in un quadro di priorità ben definito. In ogni caso i bambini sono più intelligenti di quanto si pensi e lo stesso Ferri indica che, fin dalla tenera età, in poco tempo batteranno i genitori in dimestichezza nell’uso del mezzo e in eventuali “sfide” in videogiochi. Quel che è certo, sottolinea Ferri, è che anche l’intelligenza va educata: i genitori, anche se più “imbranati” dei nati(vi) digitali, hanno il dovere di mettere al servizio dei loro figli la prudenza e soprattutto la saggezza perché il web possa aiutare a diventare grandi e a essere uomini e donne lungimiranti, dai larghi orizzonti e responsabili, in grado di contribuire a costruire una società più giusta e più accogliente.