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I professionisti della comunicazione vogliono essere riconosciuti e tutelati

I professionisti della comunicazione vogliono essere riconosciuti, rappresentati e tutelati

È stata presentata a Roma, in occasione dell’evento Roma Future Week, l’indagine condotta dall’Area Comunicatori di Manageritalia Executive Professional e realizzata in collaborazione con Astraricerche, COM&TEC e tekon Europe per comprendere le necessità dei comunicatori italiani.

L’indagine condotta, tra luglio e agosto 2023, ha coinvolto un campione di oltre 700 comunicatori in tutta Italia, perfettamente bilanciati per genere (51.3% uomini e 47,4 donne) e ben distribuiti per fascia di età (28.8% sotto i 45 anni, 42.0% sopra i 54 e 29.2% tra i 45 e 54 anni).

Il 60,02 % degli intervistati ha dichiarato di occuparsi di comunicazione d’impresa; il 28,2 % di comunicazione pubblica – istituzionale, il 7,4 % di Comunicazione Politica. LinkedIn e Instagram, i social più utilizzati per motivi professionali.

I professionisti della comunicazione vogliono essere riconosciuti, rappresentati e tutelati

Per 4 intervistati su 5 (85%) le proprie competenze professionali dovranno crescere nei prossimi 3-5 anni per porsi in sintonia con evoluzioni tecnologiche come l’intelligenza artificiale e dei social media.

Il 79,1 % degli intervistati ha dichiarato che “la comunicazione ormai risulta essere un fattore oltremodo strategico per qualsiasi tipo di realtà e organizzazione” ma che in un contesto di caos generale, per quanto riguarda le competenze certificate, molto spesso i committenti non riescono a riconoscere la vera qualità della comunicazione. Il 56,1 % del campione intervistato dichiara, inoltre, che “sono troppe le persone che intraprendono il lavoro di comunicatore senza possedere le competenze necessarie“.

Il dato più importante è che più del 70% degli intervistati desidera essere rappresentato e tutelato nel proprio ruolo; nel frattempo emerge che dei 719 intervistati il 67,9 % non è iscritto a nessuna associazione, il 9,5% a Ferpi, l’8,8 a Com&Tech, il 5,2% a UNA, il 5 % a PA Social.

Cosa chiedono, dunque, i comunicatori: la costruzione di un solido e diffuso network di relazioni; riconoscimento lavorativo e sociale delle proprie competenze e del proprio ruolo di “esperti della comunicazione”; un sistema di welfare integrativo, che affianchi quello pubblico per una migliore cura della salute del comunicatore e dei suoi familiari.

A presentare i dati e a confrontarsi, nel corso della tavola rotonda “Comunicazione e comunicatori quale futuro” che si svolta  a Roma nell’ambito della prima edizione della Rome Future Week, sono stati:  Cosimo Finzi, Astraricerche – Carlo Romanelli, Presidente Manageritalia Executive Professional – Tommaso Saso, Direttore Marketing e relazioni esterne e docente Università degli Studi Guglielmo Marconi – Ignazio Marino, portavoce del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali- Andrea Cornelli, vicepresidente UNA- Tiziana Sicilia, presidente COM&TEC  – Maurizio Incletolli, presidente ASCAI – Benedetta Freda, Founder di Miit –  Rita Palumbo, coordinatrice dell’Area Comunicatori di Manageritalia Executive Professional – Massimo Fiaschi, Segretario Generale di Manageritalia e Mario Mantovani, Presidente di Manageritalia.

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