Johnson & Johnson e Microsoft Italia hanno lanciato “Il Futuro della Cura”, un programma nazionale per formare 50.000 professionisti sanitari italiani all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica quotidiana.
Cos’è “Il Futuro della Cura”
“Il Futuro della Cura” è un progetto di formazione sull’AI rivolto a medici, infermieri e altri professionisti della salute, sviluppato da Johnson & Johnson insieme a Microsoft Italia, in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale ETS. L’obiettivo dichiarato è rafforzare le competenze di 50.000 operatori sanitari su tutto il territorio nazionale, considerandoli la vera “infrastruttura abilitante” dell’innovazione nel Servizio sanitario nazionale.
L’iniziativa nasce in risposta a due pressioni convergenti: carenza di personale e aumento della domanda di assistenza, che rendono indispensabile usare in modo più intelligente dati, algoritmi e automazione. Johnson & Johnson, presente in Italia dal 1975 e oggi guidata da Jacopo Murzi, ha esplicitato la scelta di investire sulle competenze come leva per rendere il sistema più resiliente, inclusivo ed efficiente nell’uso delle risorse.
Le competenze da sviluppare
Il programma è costruito attorno a tre assi formativi principali: alfabetizzazione digitale, capacità critica sugli output dell’AI, competenza operativa per l’integrazione nei flussi clinici. In pratica, si punta a superare sia l’entusiasmo acritico sia il rifiuto pregiudiziale dell’AI, accompagnando i professionisti nel capire cosa fa un modello, quanto è affidabile e come usarlo in sicurezza.
- Alfabetizzazione digitale: comprendere principi di base dell’AI, dei sistemi di sanità digitale e dei dati clinici utilizzati dagli algoritmi.
- Capacità critica: valutare rischi, bias, limiti e valore aggiunto delle soluzioni AI, mantenendo la decisione clinica saldamente in mano all’essere umano.
- Competenza operativa: saper integrare strumenti di AI nei percorsi diagnostico‑terapeutici, nella gestione del tempo e nella relazione con il paziente.
Queste tre dimensioni dialogano con il dibattito internazionale su “AI literacy” in sanità, dove la sfida non è solo introdurre nuove tecnologie, ma ridefinire ruoli, responsabilità e metriche di qualità della cura.
Come funziona il percorso formativo
La formazione viene erogata attraverso un modello ibrido che combina momenti in presenza, attività online e una piattaforma digitale dedicata. Il percorso prevede moduli video, sessioni di approfondimento con esperti di Johnson & Johnson e Microsoft Italia, eventi nazionali e iniziative territoriali coordinate con Regioni e Province autonome.
Questo impianto consente di conciliare scalabilità e aderenza ai diversi contesti organizzativi, parlando tanto alle grandi strutture ospedaliere quanto alle realtà territoriali. Il patrocinio di Farmindustria e della Conferenza delle Regioni colloca il programma dentro le priorità di modernizzazione del Servizio sanitario nazionale, dal potenziamento del digitale all’uso dei dati per migliorare i percorsi di cura.
Fondazione Mondo Digitale ETS porta nel progetto la propria esperienza nei percorsi di upskilling e reskilling, in particolare su alfabetizzazione digitale e inclusione, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuna categoria professionale.
“Il Futuro della Cura” si inserisce nel programma globale Microsoft Elevate, che mira a fornire competenze e certificazioni AI ad almeno 20 milioni di persone in due anni, con una forte attenzione ai settori regolati come educazione e sanità. Microsoft Italia, guidata da Vincenzo Esposito, presenta il progetto come un tassello della propria strategia per trasformare l’innovazione in opportunità concrete di crescita per il Paese.
La collaborazione con Johnson & Johnson si innesta su un rapporto già consolidato: negli ultimi anni le due aziende hanno sviluppato piattaforme cloud e soluzioni AI per la chirurgia digitale, la raccolta e l’analisi dei dati clinici e il miglioramento dei percorsi del paziente. In questo senso, la formazione ai professionisti rappresenta il passaggio necessario per evitare che le tecnologie rimangano confinate a progetti pilota, e per trasformarle in standard di pratica clinica.
AI, pratica clinica e futuro del SSN
Sul piano culturale, il programma prova a ribaltare una narrazione diffusa, che vede l’AI come minaccia alla professionalità, proponendola invece come strumento per restituire tempo alla relazione di cura e migliorare l’accesso alle terapie. È un messaggio coerente con le strategie di Johnson & Johnson sull’uso dell’AI in ambiti come la diagnosi precoce, la personalizzazione delle cure e il reclutamento nei trial clinici, già sperimentate a livello globale.
Per il Servizio sanitario nazionale, abilitare 50.000 professionisti a un uso critico e competente dell’AI significa gettare le basi di un ecosistema in cui strumenti predittivi, analisi dei dati e automazione non siano gadget tecnologici, ma parti integrate dei percorsi assistenziali. Molto dipenderà da come questo investimento formativo verrà poi tradotto in linee guida cliniche, governance dei dati, procurement e valutazione delle tecnologie sanitarie, ma la direzione è tracciata: senza competenze diffuse, nessuna innovazione può davvero cambiare la cura.