Dopo sette anni di attesa, l’Unione europea riapre le porte a una nuova generazione di funzionari. Il concorso per amministratori AD5, organizzato da EPSO, l’Ufficio europeo di selezione del personale, aperto a laureati in qualsiasi ambito di studio, mette in palio 1.490 posti a tempo indeterminato nelle istituzioni e agenzie europee . Sono attesi oltre 50.000 candidati ma solo il 3% riuscirà ad entrare nella lista di riserva da cui attingeranno le istituzioni per le assunzioni. Iscrizioni aperte sino al 10 marzo 2026.
Una carriera europea ad alto profilo
C’è un numero che racconta meglio di qualsiasi analisi la distanza tra il mercato del lavoro italiano e quello delle istituzioni europee: 6.150 euro. È lo stipendio lordo mensile di partenza per un amministratore di categoria AD5, a cui si aggiungono le indennità, come quelle di espatrio, copertura sanitaria comunitaria e una progressione di carriera che può arrivare sino a 21.000 euro mensili per i livelli più alti.
Non stupisce, allora, che il concorso pubblicato lo scorso 5 febbraio nella Gazzetta Ufficiale dell’UE stia attirando un’attenzione senza precedenti. Le stime parlano di una platea compresa tra 50.000 e 60.000 aspiranti funzionari, un balzo superiore al 150% alimentato da sette anni di silenzio e da un interesse crescente, soprattutto tra gli italiani, verso le carriere nelle istituzioni comunitarie.
Ma cosa fa, nella pratica, un amministratore europeo? La risposta è meno scontata di quanto si pensi. Il profilo AD5 non è un ruolo impiegatizio: si tratta di un professionista chiamato a svolgere mansioni trasversali in team multiculturali che spaziano dall’analisi politica e giuridica alla redazione normativa, dal coordinamento interistituzionale alla gestione di programmi e alla comunicazione. Il concorso è generalista: non si sceglie la destinazione al momento dell’iscrizione. Saranno curriculum, percorso di studi e competenze linguistiche a orientare le assegnazioni.
Per partecipare è necessario essere essere cittadini UE, conoscere almeno due lingue ufficiali (livello minimo C1 e B2) e possedere una laurea. Non è richiesta nessuna esperienza professionale.
Come funzionano le prove e gli errori da evitare
Questo concorso non premia la memorizzazione, ma le capacità logiche e attitudinali. I candidati affrontano test psicometrici che valutano velocità di ragionamento, comprensione verbale e numerica e gestione del tempo.
Secondo i formatori della piattaforma di preparazione ai concorsi europei TeachCorner la preparazione efficace richiede allenamento costante, esercitazioni sui test e familiarità con i formati utilizzati nelle selezioni europee. I formatori parlano anche di alcuni errori ricorrenti che commettono i partecipanti quali: prepararsi al concorso come per un esame universitario, sottovalutare il ragionamento numerico e trascurare la scrittura in inglese in stile istituzionale. Nei test EPSO conta la performance: rapidità, lettura dei dati e capacità di comunicare in modo chiaro e sintetico.
Ricambio generazionale e competenze digitali
Il nuovo concorso risponde anche a un’esigenza strutturale delle istituzioni europee: rinnovare una forza lavoro che negli ultimi anni ha progressivamente registrato un aumento dell’età media e riequilibrare la rappresentanza tra gli Stati membri.
Allo stesso tempo cresce la richiesta di competenze digitali avanzate, fondamentali per accompagnare la trasformazione tecnologica della pubblica amministrazione europea. Non a caso il nuovo modello di selezione introduce prove specifiche legate alla padronanza degli strumenti digitali.
Per molti giovani laureati europei, il concorso rappresenta quindi non solo un’opportunità di carriera prestigiosa, ma anche la possibilità di contribuire direttamente alla costruzione delle politiche dell’Unione europee con una forte preparazione alle spalle e una spinta motivazionale che guarda con speranza verso il futuro.
Per tutte le informazioni dettagliate e per presentare la candidatura clicca qui https://eu-careers.europa.eu/it/apply-graduate-administrators-competition-ad5