Vite coraggiose. E’ la frase che contraddistingue gli account ufficiali dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Nato nel 1869, conta 800 posti letto e un numero di ricoveri annui che raggiunge i 33.000. Dati importanti, che escono fuori dalle mura ospedaliere per unirsi anche agli oltre 160 album su Flickr, i 6400 follower su Twitter, i 26.000 seguaci su Instagram e agli oltre 70.000 di Facebook.
L’attività social del Bambino Gesù è curata in maniera efficace e forse anche sorprendente. A fronte delle innumerevoli notizie che solitamente circolano in rete su ogni tipo di malattia e la relativa cura, spicca un esempio di comunicazione pubblica chiara, utile e – soprattutto – a portata di smartphone.
#AscuoladiSalute è il nome di una delle tante campagne social avviate dall’ospedale, in questo caso, per spiegare ai cittadini caratteristiche, modalità di prevenzione e terapie delle più comuni malattie che riguardano i bambini.
Un misto di informazione e comunicazione che piace, rassicura e trasmette un messaggio di vicinanza e comprensione delle più grandi preoccupazioni dei genitori. Un tassello ulteriore nel percorso social intrapreso dalle amministrazioni di tutti i livelli e settori, per dialogare con i cittadini utilizzando il loro stesso linguaggio e i loro stessi canali, senza diminuire il valore dei propri contenuti.
La comunicazione istituzionale via social non può e non deve essere considerata banale, anzi, può fare da ponte e unire stili di vita e abitudini diverse per stimolare il dialogo e la partecipazione alle dinamiche pubbliche, offrendo informazioni, suggerimenti e soluzioni attraverso vie di comunicazione che fino a qualche anno fa sembravano impossibili da percorrere.
L’ospedale Bambino Gesù pubblica quotidianamente contenuti propri e condivide altri coerenti alla sua strategia comunicativa: la Giornata Internazionale dell’#infermiere, le storie dei #RagazzidelBG, gli approfondimenti tematici e altre campagne su temi vivi e importanti come quello dei #Vaccini.
Il 9 maggio 2017, i medici del Bambino Gesù hanno risposto – in diretta Facebook – alle domande degli utenti sui vaccini: un argomento al centro del dibattito pubblico e di conseguenza (o alm
eno dovrebbe ?) al centro dell’attività di comunicazione online in ambito sanitario.
Quanto tempo deve trascorrere tra vaccino MPR ed un’ eventuale anestesia totale? Il vaccino antimeningocco B a che età del bambino è preferibile farlo?
Qualche tempo fa solo il medico di fiducia avrebbe dato delle risposte certe a queste domande; forse – i più paranoici – avrebbero passato delle ore a cercarle sui siti web dedicati all’argomento senza, però, avere contezza dell’attendibilità o della fonte delle informazioni trovate.
Oggi invece, le risposte date nel Live Facebook, si chiamano nuova comunicazione.
Ogni giorno circolano in rete miliardi di dubbi, richieste, informazioni, immagini e pensieri.
E’ bello pensare che questo flusso comunicativo possa servire – anche – a costruire giorno per giorno, un nuovo rapporto con la pubblica amministrazione, che è fatta di persone, prima che di documenti.
E’ bello pensare che un ambito – importante, sensibile e in continua evoluzione – come quello sanitario, possa considerare la comunicazione coi cittadini un investimento per risolvere le perplessità, avvicinare alle tematiche di interesse pubblico e, soprattutto, accrescere la fiducia nelle amministrazioni che più di qualsiasi altra fonte del web, possono fornire risposte concrete e affidabili su ambiti di primaria importanza per la vita dei cittadini, anche di twitter.
