I domini Internet nostrani hanno superato i 3 milioni. Il contatore di Registro.it, l’anagrafe dei domini Internet nazionali “.it” dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr), il 7 dicembre a metà giornata ne ha registrati oltre 3 milioni e 2.800.
La rete nazionale raggiungeva il primo milione di domini nel 2005, con “lucavullo.it”, assegnato a un cittadino, e toccava 5 anni dopo i 2 milioni con il dominio “light-stone.it”, assegnato a una società, a 23 anni dal primo dominio, registrato nel 1987 dall’istituto Cnuce del Cnr di Pisa (cnuce.cnr.it).
Una parabola crescente che testimonia la buona salute del dominio “.it”, una “costante crescita che, nel tempo, lo ha fatto preferire ad altre estensioni”, grazie alla “consapevolezza della necessità di un marchio distintivo Made in Italy” nel mercato globale del web, spiega Domenico Laforenza, direttore di Registro .it e dell’Iit-Cnr, che ha commissionato a Pragma-Research srl un’indagine sulla presenza delle micro imprese italiane sul web.
Lo studio, compiuto su un campione di 1.200 microimprese – fino a 9 dipendenti – che coprono tutti i settori merceologici, conferma l’osservazione: sulle aziende esaminate, il 73% di quelle che hanno un dominio preferisce “.it” ad altri come “.com”, “.net”, “.eu” o “.org”.
Ma come viene usato il dominio, in relazione alle potenzialità di marketing della rete? In altre parole, quanto sono digitalizzate le piccolissime aziende italiane? Su questo fronte il tasso di digitalizzazione è basso, e c’è ancora margine di sviluppo, come dimostrano i dati del sondaggio rappresentati in una dettagliata infografica.
Solo il 12% delle imprese campionate con un dominio lo usa per fare comunicazione e marketing, mentre il 91% non usa il proprio dominio per attività di e-commerce. La dotazione di dispositivi tecnologici (pc, notebook, smartphone, Ipad, ecc.) in media è bassa, 2,8%. Non “sfondano” nemmeno i social network, se il 71% delle micro imprese esaminate con domini .it non ha profili corporate “social”, mentre solo il 27% usa Facebook anche per scopi aziendali. L’immediato futuro non sembra riservare sorprese, se l’81% del campione non prevede nell’anno prossimo investimenti sulla digitalizzazione, che comprende comunicazione on line, anche via social, marketing, e-commerce.