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Open data e digital economy: un video dello European Data Portal spiega perché conviene

Da quando il principio del rilascio dei dati pubblici in formato aperto, o principio degli open data, è diventato “by default” all’interno del Codice dell’amministrazione digitale, la strada verso la pubblicazione di praterie di dataset open e il riutilizzo a fini di partecipazione o di produzione di valore, creazione di reddito, sembrerebbe spianata.

Così non è del tutto. Anche se proliferano, sul web e sui social, realtà istituzionali, molte locali, dedicate agli open data, e piattaforme come dati.gov.it o soldipubblici.gov.it che raccolgono sempre più informazioni pubbliche riutilizzabili, si può parlare di un avvio in generale ancora timido, che richiede un cambiamento culturale ancora in corso.

Gli open data sono un cardine della strategia di sviluppo dell’Unione europea e nazionale – è di questi giorni la versione aggiornata delle Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico di Agid – ma c’è ancora poca consapevolezza a livello diffuso della loro importanza e utilità.

Un video realizzato dallo European data portal, il portale degli open data europeo, spiega in poco più di due minuti cosa sono ma soprattutto perché conviene alle amministrazioni pubblicarli e ai cittadini utilizzarli.

On line sul canale Youtube del portale, in inglese sottotitolato in diverse lingue dell’Unione – di questi giorni la versione con sottotitoli in italiano – Explore Open Data introduce al tema dei dati governativi aperti e alla funzioni principali della piattaforma open data europea, che offre anche statistiche, studi, materiale per la formazione sul tema e prodotti di e-learning.

Se si considera che è stimato in 75,7 miliardi di euro il valore di mercato  che l’economia europea dovrebbe raggiungere entro il 2020 attraverso il riutilizzo dei dati aperti , è intuitivo capire perché vale la pena spingere sull’acceleratore degli open data: per le amministrazioni pubbliche significa più efficienza e maggior qualità sei servizi, spiega il video, che gira anche su Twitter per le imprese creazione di nuovi modelli di business e miglioramento di quelli esistenti, per cittadini e media un veicolo di informazione e partecipazione in tutti gli ambiti dell’intervento pubblico.

Parola d’ordine viralizzare, viralizzare, viralizzare..

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