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Per un’Intelligenza Artificiale responsabile

nuovo white paper Intelligenza Artificiale Responsabile

È stato pubblicato da Cefriel, centro di innovazione digitale fondato dal Politecnico di Milano, il nuovo white paper “Intelligenza Artificiale Responsabile”

Cos’è, perché se ne parla, cosa devono fare le imprese?”. Il testo, scritto da Diego Ragazzi, esperto senior di Data Strategy Cefriel vuole approfondire il tema dell’Intelligenza Artificiale responsabile, anche alla luce della discussione intorno ai rischi che questa può comportare per le persone.

Il valore complessivo del mercato dell’Intelligenza Artificiale crescerà del 19% nei prossimi tre anni secondo Idc.In Italia; mentre secondo quanto riportato dall’Osservatorio Artificial Intelligence 2023 della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato dell’AI nel 2022 ha raggiunto i 500 milioni di euro, con una crescita del 32% in un solo anno, di cui il 73% commissionato da imprese italiane (365 milioni di euro) e il 27% rappresentato da export di progetti (135 milioni di euro).

È sempre l’Osservatorio AI del Politecnico di Milano a sostenere che il 61% delle grandi imprese italiane ha già avviato almeno un progetto di Intelligenza Artificiale e tra queste, il 42% ne ha più di uno operativo.

Numeri che dimostrano come la diffusione dell’Intelligenza Artificiale sia inarrestabile e porti un numero crescente di imprese a guardare con interesse a questa opportunità: sono in molti ormai a sostenere che l’adozione di questo tipo di innovazioni porterà a un significativo vantaggio competitivo per la società.

“Veicoli autonomi e assistenti virtuali personalizzati, solo per fare un paio di esempi, hanno dimostrato uno straordinario potenziale per migliorare la produttività, semplificare i processi e aprire possibilità senza precedenti – si spiega nel paper -. Tuttavia, con il proliferare della tecnologia, aumenta anche la necessità di garantire uno sviluppo responsabile, che non è solo un obbligo morale ma anche un imperativo strategico per le aziende. Affrontando attivamente questioni come la trasparenza, l’equità, l’affidabilità e la responsabilità, le aziende possono creare fiducia tra i collaboratori, i clienti e i partner commerciali, favorendo una percezione positiva della tecnologia”.

L’intelligenza artificiale è diventata in poco tempo un potente motore di trasformazione per il mondo delle imprese e per la società in generale. Il 30 novembre 2022 OpenAI rilasciava la prima versione di Intelligenza Artificiale generativa in grado di interagire con il grande pubblico attraverso una semplice e intuitiva interfaccia conversazionale: ChatGPT. Una rivoluzione che ha contribuito a far venire a galla nuovamente i timori legati ad un mancato approccio etico, legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. 

“C’è un urgente bisogno di percorsi di awareness – sottolinea Alfonso Fuggetta, Amministratore Delegato di Cefriel – e per questo abbiamo presentato di recente un nuovo servizio che vuole accompagnare le imprese e le pubbliche amministrazioni nel fare una valutazione del rischio circa l’impatto delle soluzioni basate su AI, per pianificare processi e azioni mirati a fare della tecnologia un uso responsabile e a rendere i servizi e i prodotti offerti in linea con quanto già definito dall’AI Act. Non avviare fin da ora le azioni volte a sviluppare awareness e valutare i rischi connessi allo sviluppo e all’utilizzo dell’AI nelle imprese potrebbe vanificare gli investimenti pianificati”.

Cosa possono fare le imprese per arginare il rischio? Secondo quanto riportato da Cefriel, le imprese devono aumentare la consapevolezza interna: è necessario comprendere almeno le principali sfide etiche poste dai sistemi di AI, quali imparzialità, equità, autonomia decisionale, responsabilità, trasparenza, sicurezza, benessere sociale. Un passo successivo consiste nel cominciare a mappare i casi d’uso, attuali e prevedibili, supportati da sistemi di AI, e fare una prima valutazione del “rischio etico”.

“Un approccio etico allo sviluppo e all’utilizzo dei sistemi di AI in azienda non è più da rimandare – viene detto infine nel white paper -. Il rischio normativo, legale e di immagine legato allo sviluppo di iniziative di AI è già oggi elevato e non potrà che crescere in futuro. L’adozione di buone pratiche di sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale non solo consente di ridurre l’esposizione al rischio, ma permette di realizzare applicazioni e servizi di qualità, migliorandone accuratezza e prestazioni”.

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