La Regione Friuli Venezia Giulia entra nel 2026 con una strategia d’attacco su innovazione e competitività: trasferimento tecnologico, internazionalizzazione, digitalizzazione e sostenibilità diventano i quattro assi lungo cui si muove una batteria di bandi che parlano soprattutto a PMI, startup e filiere produttive del territorio.
Trasferimento tecnologico e ricerca
Nel 2026 i primi tasselli riguardano il rafforzamento del collegamento tra ricerca e impresa, con bandi che si innestano sul Programma FESR 2021‑2027, in particolare sulla priorità come competitività e transizione digitale che destina diversi milioni alla ricerca collaborativa.
Accanto agli schemi storici per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, vengono promosse iniziative mirate a portare l’innovazione “dal laboratorio al mercato”, sostenendo brevetti, proof‑of‑concept, prototipi e progetti di cross‑fertilizzazione tra imprese tradizionali e imprese culturali e creative.
Startup, innovazione e digitalizzazione
Sul fronte startup e nuove imprese giovanili, il 2026 vede l’attivazione di contributi a fondo perduto fino al 50% della spesa ammissibile, con focus su innovazione di prodotto, processi digitali e nuovi modelli di business, supportati da una rete di poli tecnologici e incubatori regionali come il Polo Tecnologico Alto Adriatico e gli spazi dell’Urban Center di Trieste.
Parallelamente proseguono le misure sulla trasformazione digitale delle PMI, con bandi che finanziano investimenti in tecnologie abilitanti, automazione, sistemi informativi evoluti e cybersecurity, arrivando in alcuni casi a coprire una quota significativa dell’investimento con contributi a fondo perduto dedicati alla transizione digitale.
Internazionalizzazione e apertura ai mercati esteri
Per il biennio 2025‑2026 è stato approvato un bando specifico per l’internazionalizzazione delle imprese FVG che prevede contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese, con un tetto di 100.000 euro per progetto e una soglia minima di 15.000 euro.
Sono ammissibili sia attività fisiche (fiere, missioni, marketing tradizionale, tutela della proprietà intellettuale) sia iniziative di internazionalizzazione digitale, dalla presenza sulle piattaforme e‑commerce alla promozione online strutturata, con una dotazione complessiva che supera i 4 milioni di euro.
Sostenibilità e transizione energetica
La dimensione green è il quarto pilastro: la Regione sostiene interventi di efficientamento energetico nel manifatturiero, con contributi a fondo perduto fino a 300.000 euro per progetti che riguardano ammodernamento impiantistico e miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi.
Queste misure si integrano con bandi dedicati agli investimenti innovativi e tecnologici che favoriscono la trasformazione digitale in chiave sostenibile, su cui nel recente passato sono stati stanziati oltre 13 milioni di euro per accompagnare le imprese nella transizione ecologica e digitale.
Un ecosistema regionale per l’innovazione
Più che interventi isolati, i bandi 2026 si inseriscono in un ecosistema che mette intorno allo stesso tavolo Regione, poli tecnologici, sistema confindustriale, incubatori e camere di commercio, con l’obiettivo di alzare la produttività e l’apertura internazionale del tessuto imprenditoriale.
La logica è quella di una “regia unica” che usa gli strumenti del FESR e della finanza agevolata per accompagnare le imprese lungo l’intero ciclo dell’innovazione: dalla ricerca al trasferimento tecnologico, dalla digitalizzazione all’internazionalizzazione, fino alla transizione verde.