Le rapide innovazioni tecnologiche degli ultimi anni hanno determinato significativi cambiamenti in diversi settori, con profonde trasformazioni nelle esperienze degli utenti grazie all’apporto di sistemi di intelligenza artificiale e di automazione.
Un contesto rivoluzionario in cui, al fianco dei dispositivi basati su IA, le ultime novità nel campo dei robot umanoidi puntano a ottimizzare e ridefinire i servizi offerti da settori come sanità e turismo.
In uno scenario in cui il robot umanoide dei racconti fantascientifici sembra aver ormai superato il muro della realtà, non pochi servizi hanno del resto investito su questa tecnologia, per rispondere alle esigenze richieste in modo più rapido ed efficiente.
Non è un caso che i robot umanoidi siano sempre più protagonisti di un’importante espansione di mercato, con una produzione dagli esponenziali margini di crescita. Secondo un approfondimento di UBS, entro il 2030 potrebbero infatti essere in produzione almeno 1 milione di robot umanoidi.
Robot umanoidi: un’opportunità per sanità e turismo
Tra le ultime novità, l’azienda statunitense Realbotix ha annunciato progressi per il suo esemplare di robot umanoide, ora dotato della capacità di parlare in 15 lingue differenti, con la possibilità di accedere ad altre 147 lingue. Un nuovo robot che la società, esperta in robotica umanoide alimentata dall’IA, vuole proporre sul mercato con l’obiettivo di abbattere ogni barriera linguistica.
Un’estesa abilità multilingue che, come riportato sul Financial Times, potrebbe migliorare “la capacità dei robot di Realbotix di connettersi con le persone in una vasta gamma di settori”. I robot umanoidi diventano quindi una finestra di opportunità anche per sanità e turismo, viste le loro elevate possibilità comunicative.
Una tecnologia “incentrata sull’uomo”, come secondo le parole del CEO Andrew Kiguel, capace di connettersi con persone provenienti da differenti contesti internazionali e multiculturali.
Nelle strutture sanitarie, in particolare, i robot possono costituire un autentico ponte linguistico tra medico e paziente, grazie a una traduzione autentica con cui offrire “una comunicazione più chiara e una cura più reattiva”.
Con il supporto dell’intelligenza artificiale, i robot possono inoltre fornire informazioni tempestive, assistendo ogni richiesta in qualunque lingua, sia in ambito sanitario che turistico.
Gli altri modelli di robot umanoidi
Non mancano altri esempi. Tra le recenti novità, emerge il modello Q5 della società cinese di robotica umanoide Robotera, sviluppato in collaborazione con l’Università Tsinghua. Con un design interamente umanoide e un sistema avanzato di intelligenza artificiale, Q5 potrebbe essere una risposta innovativa ai limiti delle macchine tradizionali.
Con applicazioni sia nel turismo che nella sanità, Robotera propone una soluzione in grado di fornire supporto dove le risorse umane risultano insufficienti. Nello specifico ambito sanitario, Q5 aiuterebbe nel trasporto di materiali e farmaci tra le corsie ospedaliere, sosterrebbe gli infermieri nelle procedure preparatorie, oltre a fornire assistenza e informazioni.
Tra gli altri esempi di robot umanoidi applicati alla sanità, è da menzionare anche RoBee, progetto italiano realizzato dalla società brianzola Oversonic.
Come esemplare di robot umanoide cognitivo, Robee è pensato anche per il supporto in ambito sanitario, per cui Oversonic ha avviato un’attività di ricerca. Attraverso la startup Oversonic BioScience, il progetto vuole realizzare un robot capace di “gestire il rapporto con ricercatori e pazienti” o di “insegnare ai pazienti a fare esercizi neuro riabilitativi in autonomia”.