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Scienza e comunicazione. Una sfida da vincere

Durante la tappa torinese del G7 dedicata alla scienza, nella settimana dell’innovazione, è stato dato un’importante annuncio: quello della creazione di un polo di ricerca che supera le barriere nazionali. È nata, infatti, la rete globale di interferometri ligo-virgo che apre una nuova era per la scienza delle onde gravitazionali. La notizia è molto importante perché scrive un nuovo capitolo in ambito scientifico.

Ma la questione che mi preme sottolineare è la diffusione della notizia stessa. Troppo spesso i ricercatori sono stati chiusi nei loro laboratori e ciò ha portato un serio deficit di comunicazione con il mondo esterno. Troppo spesso ho sentito la famosa frase “con la cultura non si mangia”.

Fortunatamente le cose stanno cambiando. A Torino, per esempio, è stato avviato il progetto #hackUniTO for Ageing, cooperazione tra i ricercatori per potenziare i progetti di ricerca e iniziare una collaborazione con imprese ed enti al fine di realizzare prodotti e servizi per l’invecchiamento sano e attivo.

Un’altra interessante novità è la volontà dei rettori del Politecnico, Marco Gilli, e dell’Università, Gian Maria Ajani, di creare un polo universitario in cui coesistano il lato tecnico-scientifico del primo con quello umanistico del secondo ateneo. È ancora lunga la strada prima che ciò possa essere realizzato concretamente, ma aver avviato questo progetto mi sembra molto positivo.

 

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