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Wind Tre e Open Fiber: al via la sperimentazione del 5G a Prato

Nei tempi annunciati presentiamo il progetto che ha vinto il bando per l’assegnazione delle frequenze promosso dal Ministero per lo sviluppo economico“. Con queste parole l’assessore all’Agenda digitale del Comune di Prato, Benedetta Squittieri, ha introdotto questa mattina al Museo del Tessuto la presentazione, da parte dei vincitori Wind Tre e Open Fiber, del progetto di sperimentazione della tecnologia 5G nella città toscana e a L’Aquila.

Con l’illustrazione dei progetti sarà evidente quali saranno le applicazioni concrete della sperimentazione 5g a Prato − ha proseguito l’assessore −. Gli ambiti di applicazione saranno salute e sanità, applicazioni industriali, sicurezza informatica, mobilità intelligente, smart Grid, videosorveglianza, realtà aumentata e beni culturali. Di fatto avremo le prime applicazioni concrete dell’internet delle cose. Siamo molto soddisfatti del percorso fatto. Per il Comune di Prato le tecnologie non sono un fine, ma uno strumento che vogliamo mettere al servizio delle città per accrescere la qualità della vita, per migliorare il rapporto fra cittadini e istituzioni. È con questo spirito che abbiamo costruito il piano Smart city e la pianificazione urbana e va in questa direzione l’integrazione fra i nuovi servizi che arriveranno con il 5G e le azioni dell’amministrazione comunale“.

Open Fiber e Wind Tre hanno unito le proprie competenze, le proprie infrastrutture e la propria capacità di investimento con l’obiettivo comune di promuovere un progetto di “Città 5G” ed entrambe sono impegnate in due importanti progetti di infrastrutturazione BUL (Banda UltraLarga) del territorio nazionale. La prima è impegnata nella realizzazione di una rete in fibra ottica estremamente capillare e pervasiva, future proof, basata su un’architettura moderna, aperta, efficiente, tecnologicamente neutra, nativa NGA. La seconda è impegnata nel più grande progetto di integrazione e di ammodernamento attualmente in corso di una rete radiomobile, che porterà a regime alla realizzazione di una rete con oltre 21mila siti radio sparsi su tutto il territorio italiano operanti con tecnologie 2G, 3G, 4G, 4.5G.

Open Fiber e Wind Tre propongono un modello di “Città 5G” che favorirà la creazione di un ampio ecosistema, aperto a Università, centri di ricerca, industria, PMI, pubbliche amministrazioni e cittadini; di tecnologie e servizi innovativi che abiliteranno lo sviluppo di nuovi modelli di business anche grazie alla cooperazione di operatori di servizi fissi e mobili. La piattaforma tecnologica “città 5G” sarà così aperta al coinvolgimento di ulteriori realtà locali per la sperimentazione di differenti e ulteriori modelli di servizi. La “Città 5G” rappresenterà un volano per la crescita e lo sviluppo del Paese e per il miglioramento dei servizi rivolti ai cittadini.

Prato ha avuto le carte in regola per essere scelta come territorio dove sperimentare il 5G − ha affermato il sindaco Matteo Biffoni −. I progetti presentati e che si sono aggiudicati le frequenze vincendo il bando ministeriale sono di grande interesse, offrendo prospettive importanti sul fronte dei servizi ai cittadini e soprattutto per l’impatto sul distretto economico pretese. Si pongono le basi per far crescere sulla strada dell’innovazione le nostre imprese, dalle start up ai comparti tradizionali. È fondamentale promuovere questo tipo di investimenti sul nostro territorio, temendo conto di tutti i benefici che rimarranno sul medio e lungo termine in termini di produttività, occupazione, efficienza dei servizi. Come amministrazione faremo tutto il possibile, per quanto di competenza, per mettere a disposizione delle nostre aziende tutte le opportunità che le nuove tecnologie ci offrono“.

Nel periodo della sperimentazione nelle città di Prato e dell’Aquila verranno investite complessivamente alcune decine di milioni di euro, parte per la realizzazione della Rete e parte per lo sviluppo dei servizi.

Questa del 5G è la sperimentazione più importante che viene attuata in Europa e l’Italia è la prima a farla − ha affermato il sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico Antonello Giacomelli −. Abbiamo un piccolo vantaggio sugli altri Paesi europei che deve essere mantenuto e consolidato. Dobbiamo, come Governo, essere in grado di dare ai nostri operatori ulteriori elementi di certezza per poter operare nel nostro Paese, che si deve ricavare uno spazio da protagonista nella realizzazione e nella gestione dei servizi legati all’Innovazione. Quello che chiediamo a Prato, città ricca di talento nel fare e capace di mettere sempre al centro la creatività, è di sentirsi pioniera e rappresentante delle altre comunità in questa sperimentazione e di scommettere sul talento di questo territorio“.

La Commissione europea aveva predisposto un Action Plan invitando gli stati membri a individuare, entro il 2018, almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G. Con un proprio piano d’azione, in anticipo sulla tabella di marcia prevista nell’Action Plan, lo scorso 16 marzo il Ministero dello sviluppo economico ha dato il via al processo in cinque città italiane: l’area metropolitana di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Il primo bando, rivolto agli operatori TLC intenzionati a sperimentare − con il coinvolgimento di Università, enti e centri di ricerca, Pmi locali, startup ed enti pubblici − i servizi con la tecnologia 5G, è scaduto il 12 giugno e il 14 luglio sono stati selezionati i progetti in partenza entro l’anno. La fase di sperimentazione durerà fino al 2020.

 

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