Flessibile, nel tempo e nello spazio. Si scrive smart working, ma anche lavoro agile, si dice in tutti e due i modi, non coincide con il telelavoro.
Alla sperimentazione dello smart working è dedicata la IV edizione della Settimana del lavoro agile, dal 22 al 26 maggio, promossa dall’assessorato alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio del comune di Milano in partnership con la città metropolitana, la camera di commercio, l’Anci Lombardia, la Sda Bocconi e le associazioni di categoria.
Se per il settore pubblico il percorso è già stato avviato con la legge delega per la riorganizzazione della amministrazioni pubbliche (PA), e nel privato sta per ricevere una disciplina nell’ambito del cosiddetto Statuto del lavoro autonomo, in corso di approvazione al Senato, questa modalità flessibile di esecuzione del lavoro subordinato – sganciata dalla postazione fissa e da vincoli orari se non quelli dei limiti contrattuali e svolta attraverso strumenti tecnologici – è già realtà per alcuni lavoratori. 250mila, secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, concentrati soprattutto nelle grandi imprese, il 30% delle quali ha sperimentato nel 2016 progetti strutturati di lavoro agile.
In questo quadro, l’amministrazione di uno dei comuni italiani più smart propone quest’anno non 1 ma 5 giorni per testare il lavoro agile e diffonderne la cultura, invitando aziende, enti pubblici, centri di ricerca, associazioni, studi professionali a:
- sperimentare, consentendo ai dipendenti interessati di provare, per 1 fino a un massimo di 5 giorni, il lavoro svolto da luoghi diversi dalla sede di servizio;
- adottare, come “Mentor”, un’azienda (“Mentee”) interessata a progetti di lavoro agile, mettendo a disposizione la propria esperienza in questo campo;
- promuovere queste forme di lavoro organizzando eventi sul tema, anche con il supporto del comune.
Se l’obiettivo dichiarato è “incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, dichiarava il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba in occasione dell’approvazione del disegno di legge sullo Statuto da parte della Camera, l’adozione del lavoro flessibile produce benefici anche nell’immediato, spiega il comune di Milano, dati alla mano.
Sono i numeri tratti dall’indagine svolta al termine dell’edizione 2016 tramite un questionario al quale hanno risposto 2.229 lavoratori che hanno aderito.
Impiegati (59%), quadri (35%), dirigenti (1%), hanno risparmiato 163 giorni e 4 ore di tempo negli spostamenti casa-lavoro e viceversa, il 32% in più rispetto all’edizione 2015 e il 52% in più rispetto a quella 2014. Spostamenti ridotti significa chilometri in meno, come i 58.438 “risparmiati” con mezzi privati a motore in un solo giorno nel 2016.
Nelle pagine web del comune dedicate alla Settimana le modalità di adesione più tutte le info e i contatti, compreso un link alla mappa delle postazioni di coworking.