Iscrizioni aperte fino al 10 settembre per la competizione che premia le migliori startup nate dal mondo universitario e della ricerca in Toscana
È partita ufficialmente l’edizione 2025 della Start Cup Toscana, la competizione che premia le migliori iniziative imprenditoriali nate dal mondo della ricerca e dell’alta formazione. Un’occasione unica per trasformare un’idea innovativa in un’impresa concreta, valorizzando competenze scientifiche, tecnologiche, sociali e umanistiche.
Chi può partecipare
Possono candidarsi, entro il prossimo 10 settembre, singoli o gruppi che abbiano sviluppato un’idea imprenditoriale nell’ambito del proprio percorso di studi o attività di ricerca. Ammessi anche coloro che abbiano già costituito una società con dichiarazione di inizio attività dal 1° ottobre 2024.
Le proposte dovranno rientrare in uno dei seguenti ambiti: Life Science – Med Tech, ICT, Cleantech & Energy, Industrial.
Una rete tra Università, Regione e innovazione
L’edizione 2025 è curata dall’Università di Pisa, in collaborazione con l’Ufficio regionale di trasferimento tecnologicodella Regione Toscana, e con la partecipazione attiva di tutti e sette gli Atenei toscani: Firenze, Pisa, Siena, Università per Stranieri di Siena, Scuola Normale Superiore, Sant’Anna e IMT Alti Studi di Lucca.
La competizione è parte del progetto GiovaniSì per l’autonomia dei giovani, ed è collegata al Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), di cui rappresenta la fase regionale.
L’evento finale
I migliori progetti d’impresa selezionati parteciperanno all’evento finale del concorso, in programma il 23 ottobre 2025presso il Polo Le Benedettine dell’Università di Pisa.
“Start Cup è una buona pratica consolidata che rappresenta un investimento sui giovani e sulla capacità innovativa del nostro sistema universitario”, ha dichiarato Alessandra Nardini, assessora regionale all’Università e alla ricerca. Sottolinea Corrado Priami, prorettore dell’Università di Pisa: “È un’occasione per portare la ricerca fuori dall’accademia, permettendo ai giovani imprenditori di confrontarsi con la realtà concreta del mercato”.