La comunicazione pubblica in Italia sta vivendo un cambio di paradigma: non è più un “accessorio” dell’azione politica, ma una funzione essenziale della Pubblica Amministrazione.
Il convegno “Comunicare per raccontare. Nuove sfide per gli enti locali”, svoltosi il 25 febbraio 2026 presso l’Assemblea Regionale Siciliana a Palermo, ha delineato la strada per una PA che deve saper coniugare trasparenza, innovazione tecnologica e competenze specialistiche.
Ad organizzare il convegno Anci Sicilia, in collaborazione con Una, Aziende della comunicazione unite e patrocinata dal Comune di Palermo.
Oltre la Legge 150: l’era del Social Media Manager e dell’IA
Il presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta, ha tracciato un’evoluzione storica netta: dalla Legge 150/2000 si è passati all’integrazione necessaria di figure come il Social Media Manager e il Digital Manager o di giornalisti che abbiamo le competenze per gestire la comunicazione digitale.
La sfida per i comuni siciliani oggi è duplice, da un lato occorre un’integrazione organica, cioè inserire stabilmente la comunicazione digitale tra le attività degli Enti locali e rivedere le piante organiche, superando la logica dell’emergenza e dei contratti precari.
E’ infatti fondamentale sapere gestire l’accelerazione dell’Intelligenza Artificiale per semplificare i messaggi istituzionali, spesso ancora intrappolati nel “burocratese”, rendendo i servizi più accessibili ai cittadini.
Per i piccoli comuni, la soluzione proposta è l’associazionismo tra enti e le collaborazioni sovracomunali, i consorzi, per garantire uffici stampa e canali digitali certificati anche dove mancano le risorse per una struttura dedicata che è quanto indicato anche nel recente protocollo siglato da FNSI e Anci nazionale.
Il “Libro Verde” UNA: una bussola tecnica per le gare pubbliche
Uno dei momenti centrali del convegno è stata l’analisi del “Libro Verde UNA gare pubbliche nella comunicazione“.
Il volume è un manuale operativo nato dall’analisi delle procedure di affidamento degli ultimi tre anni nel settore della comunicazione istituzionale, riguarda il periodo tra il 2022 e il 2024 ed ha registrato 27.000 gare indette per un valore complessivo di 11 miliardi di euro.
Dall’analisi emerge un quadro frammentato e spesso inefficiente: il 51% delle gare ha un valore economico inferiore ai 100.000 euro, di cui il 27% addirittura sotto i 50.000 euro.
il Libro Verde mira a risolvere le criticità strutturali del mercato pubblico della comunicazione anche attraverso la standardizzazione dei Capitolati: Spesso i bandi di gara sono generici o inadeguati rispetto alle complessità del digital marketing.
Il Libro Verde propone standard minimi per definire servizi e obiettivi misurabili.
In riferimento alla qualità vs Prezzo, il documento spinge per superare la logica del massimo ribasso a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dove la competenza tecnica basate su strategie SEO, gestione crisi social e produzione video.
UNA propone di ottimizzare le procedure puntando su efficienza e trasparenza. Il punto cardine è l’adozione sistematica degli affidamenti diretti sotto soglia (fino a 140.000 €), come previsto dal nuovo Codice degli Appalti. Tale approccio, se basato su criteri rigorosi di rotazione e competenza, permetterebbe di abbreviare i tempi di assegnazione, attualmente di 5-6 mesi e ridurre i costi per la PA e le agenzie garantendo un’elevata qualità dei progetti.
Un altro punto centrale del “Libro Verde” è la composizione delle commissioni di gara, che troppo spesso risultano prive delle necessarie competenze nel campo della comunicazione. UNA propone che le commissioni siano formate da professionisti qualificati in grado di valutare con competenza i progetti presentati.
Una proposta innovativa riguarda infine l’introduzione di un“rating della qualità”, un sistema strutturato di valutazione post-esecuzione, che permetta di misurare l’efficacia e la coerenza tra progetto e risultati ottenuti. Un meccanismo che – secondo UNA – dovrebbe diventare sistemico e non facoltativo, per aumentare la responsabilità e la qualità nelle forniture di servizi comunicativi alla PA.
“Con questo tavolo di lavoro vogliamo avviare un confronto concreto con le istituzioni per rendere le gare pubbliche di comunicazione più trasparenti, efficienti e orientate alla qualità”, ha dichiarato Davide Arduini, Presidente di UNA. Servono regole chiare e condivise, che tutelino il lavoro delle agenzie e permettano alla Pubblica Amministrazione di ottenere risultati concreti e di valore”.
Casi di successo e Infrastrutture: il Brand Palermo e il 5G
Il digitale non è solo gestione del consenso, ma sviluppo economico. Il vicesindaco di Palermo Giampiero Cannella ha citato l’esempio del 400° Festino di Santa Rosalia, trasformato in un brand internazionale grazie a campagne di comunicazione digitali che hanno generato ricadute turistiche ed economiche concrete.
In parallelo, il professor Marcantonio Ruisi, delegato del rettore alla promozione di startup innovative e spin-off dell’Università degli Studi di Palermo, ha portato l’esperienza di UniPA, paragonabile per numeri a un grande Comune.
Il docente ha ricordato come infrastrutture come il 5G siano ormai il sistema nervoso su cui poggia la gestione delle moderne comunità, rendendo possibile una narrazione del territorio efficace e partecipata anche per un’istituzione complessa come l’Università di Palermo.
In sintesi l’incontro ha evidenziato, ciò che oramai è sempre più evidente: occorrono competenze che si acquisiscono attraverso una formazione continua anche su AI e linguaggi digitali, maggiore comunicazione anche per le gare con affidamenti trasparenti, e prediligere azioni di collaborazione tra Comuni per abbattere costi di gestione.
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