Quante volte, nel bel mezzo del cambio di stagione, di un giardino da rimettere in sesto o delle grandi pulizie di casa, abbiamo sognato un aiutante instancabile? Uno che non sbuffi, non faccia finta di non sentire e non trovi scuse creative… come spesso fanno figli, partner e coinquilini.
E quante volte, rientrando stremati dopo una giornata infinita o tornando dalle vacanze sapendo di aver lasciato il caos alle nostre spalle, abbiamo desiderato trovare tutto magicamente in ordine?
Ecco, quel desiderio sta iniziando a diventare realtà. L’era del robot domestico umanoide è arrivata
A guidare questa rivoluzione c’è 1X Technologies, che con il robot “NEO” ha presentato uno dei primi esempi concreti di assistente domestico umanoide. Un vero compagno di casa, capace di piegare i panni, riordinare gli scaffali, raccogliere oggetti sparsi e persino prendersi cura delle piante.
NEO è dotato di Redwood AI, un modello visione-linguaggio che gli permette di capire l’ambiente, riconoscere gli oggetti, ricevere comandi naturali, ricordare preferenze e imparare nuove routine. Osserva, interpreta, apprende.
I robot umanoidi che stanno entrando nelle case non sono più macchine rigide e rumorose. Camminano con fluidità, si muovono in silenzio, interagiscono con naturalezza. Il loro obiettivo è semplice ma prezioso, toglierci peso dalle giornate.
Riordinare il salotto, sistemare la cucina dopo cena, sembrano compiti banali, certo, ma che consumano tempo ed energia. C’è però un dettaglio da non sottovalutare, in alcuni compiti complessi, il robot viene affiancato da personale remoto, operatori umani che intervengono per guidarlo o insegnargli nuove abilità. È parte del processo di addestramento, ma implica che, seppur in forma controllata, qualcuno possa osservare ciò che il robot vede.
Secondo gli sviluppatori questa supervisione è temporanea, con l’aumento dell’autonomia, l’intervento umano diventerà sempre meno necessario. Ma il tema resta aperto, soprattutto sul fronte della privacy domestica.
Il settore sta accelerando. Startup e colossi tech stanno sviluppando modelli con mani più sensibili, sensori più accurati e sistemi di ragionamento sempre più vicini a quelli umani.
Le demo online si moltiplicano, i prototipi entrano nelle case dei primi beta tester e molti esperti parlano della “più grande rivoluzione domestica dagli elettrodomestici degli anni ’60”.
E i vantaggi non riguardano solo la casa, i robot umanoidi potrebbero svolgere compiti pericolosi, ripetitivi o complessi, aumentando efficienza e sicurezza anche in settori come la logistica e l’assistenza sanitaria.
In un’intervista pubblicata da la Repubblica, Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), ha dichiarato che l’arrivo degli umanoidi nelle fabbriche è imminente. Una conferma che la trasformazione non riguarda solo la quotidianità domestica, ma l’intero tessuto produttivo.
Ecco a voi NEO 1X, il simbolo della nuova generazione
NEO 1X è alto 168 centimetri e pesa 30 chili. Promette di rivoluzionare le attività quotidiane, dalla lavastoviglie al bucato, dall’organizzazione degli scaffali al trasporto della spesa.
Il lancio commerciale è previsto per il 2026, il prezzo? 20.000 euro per l’acquisto anticipato oppure 499 euro al mese in abbonamento, con 200 euro di caparra per la prenotazione.
Disponibile in tre colori, beige, grigio e marrone scuro e potrà essere controllato tramite voce o app.
Inutile ricordare che ogni robot connesso raccoglie dati, movimenti, abitudini, conversazioni e talvolta informazioni sensibili. I produttori promettono sistemi di consenso, zone proibite e algoritmi che sfocano persone o oggetti, ma i dettagli tecnici restano spesso poco chiari.
Attenzione quindi, un robot domestico per quanto utile è, potenzialmente, una finestra digitale sulla casa.
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