L’utilizzo dell’intelligenza artificiale ha facilitato la realizzazione di fake news. Creare deepfake, postare immagini alterate, sono ormai attività che richiedono pochi secondi e che si propagano durante il periodo elettorale. Se pochi mesi fa la voce dello stesso Joe Biden aveva ingannato gli elettori, nel frattempo si sono verificati diversi episodi.
I deepfake su Kamala Harris e Donald Trump
Il mese scorso Elon Musk ha condiviso su X un video falso. Il CEO di Tesla ha condiviso un video che imita la voce della Vicepresidente degli Usa Kamala Harris. Ed inizialmente non ha specificato si trattasse di una parodia.
Pubblicato per la prima volta dallo youtuber Mr Reagan, il video riporta diverse immagini reali della campagna elettorale di Harris e le unisce ad una voce clonata dall’intelligenza artificiale. Nel deepfake, la Vicepresidente Usa afferma: “Io sono una marionetta del Deep State e sono stata addestrata per quattro anni dal campione delle marionette, Joe Biden”.
Musk, una volta condiviso il video, ha violato il regolamento del social network di cui è proprietario. Ciascun utente su X non può condividere contenuti multimediali artificiali e quindi ingannevoli, senza prima apporre un apposito segnale che descriva origine e metodo di realizzazione.
Oltre agli audio deepfake, circolano molte immagini, generate dall’intelligenza artificiale, che hanno un ruolo incisivo nelle campagne di disinformazione. Un episodio recente ha visto Donald Trump condividere immagini manipolate di alcune Swifties, le fan di Taylor Swift, che sembravano sostenere la sua candidatura.

Fonte: X
L’immagine virale “All Eyes On Rafah”
L’intelligenza artificiale è applicata anche per una politica che non riguarda la disinformazione. Un caso è quello dell’immagine generata con l‘intelligenza artificiale della campagna “All Eyes On Rafah”. Si tratta di un’immagine, diventata virale sui social, che ritrae un’enorme tendopoli di rifugiati a Rafah, città di confine tra la striscia di Gaza e l’Egitto.
A seguito dell’attacco israeliano a Rafah dello scorso 27 maggio, oltre 40 milioni di utenti hanno aggiunto la card alle loro storie, provocando un attivismo virale sui social e la possibilità di esprimere indignazione. “Tutti gli occhi sono puntati su Rafah” è stata condivisa da politici, celebrità, gente comune in tutto il mondo e anche in Italia.

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