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ChatGPT Voice, l’assistente virtuale di OpenAI gratuito per tutti

ChatpGPT Voice

Ecco come funziona ChatGPT Voice, tra linguaggio incredibilmente realistico e questioni legate al tema privacy

Dopo le novità introdotte poche settimane fa riguardanti ChatGPT – 4 Turbo e i GPTs personalizzabili, OpenAI ha rilasciato, solo su mobile, ChatGPT Voice, rendendo il suo chatbot ancora più performante.

Già introdotti per gli utenti paganti – ma in fase beta e quindi di perfezionamento – gli aggiornamenti riguardano sia la parte vocale che quella visiva

L’update annunciato il 25 settembre, infatti, consente agli utenti di rivolgere a voce le proprie domande al chatbot e di sentirlo rispondere grazie a una funzione di sintesi vocale. Ma permette anche di caricare o scattare una foto da ChatGPT per far si che l’app risponda con una descrizione dell’immagine e informazioni di contesto, in modo simile a Google Lens.

Come funziona ChatGPT Voice

Come tutti gli assistenti virtuali, ChatGPT Voice interagisce con l’utente tramite domande e risposte.

Il servizio è disponibile in italiano ed è possibile utilizzarlo sin da subito su Android e iOS. 

Per avviare una conversazione basta configurare il servizio, scegliendo la voce che si preferisce, e premere sull’icona delle cuffie. Una volta attivato, ChatGPT Voice resterà in ascolto e risponderà di conseguenza, funzionando anche in background se non disattivato manualmente.

La funzione ChatGPT Voice è realizzata affidandosi a una libreria di suoni registrati da attori vocali, che riescono a dare tono e sfumature linguistiche in modo realistico. C’è da dire che, nonostante la naturalezza incredibile del linguaggio, per nulla robotico, comunque nella versione italiana si ha la sensazione di parlare con uno straniero, ferma restando la qualità ottima del servizio.  

Inoltre, come avviene normalmente su ChatGPT, anche le chat vocali, in forma scritta, sono sempre disponibili nell’archivio delle conversazioni passate. 

ChatGPT Voice

Questione privacy

Come in tanti altri casi nel mondo dell’AI generativa, il tema della privacy risulta essere impattante, specie se il dato che si fornisce è la propria voce. 

Per quanto riguarda ChatGPT Voice, OpenAI sembra ancora indecisa su quale politica adottare in merito all’eventuale addestramento dei modelli con le richieste vocali degli utenti. 

Interrogato su come sarebbero stati utilizzati i dati, Sandhini Agarwal, ricercatore di OpenAI che si occupa delle politiche sull’AI, ha inizialmente risposto sottolineando che gli utenti possono scegliere di sottrarsi all’uso dei loro dati a scopi di addestramento disattivando, nella sezione delle impostazioni “Data Controls” la voce “Chat History & Training”. In questo modo le chat non saranno archiviate saranno eliminate dai sistemi di OpenAI entro 30 giorni. 

Tuttavia, come abbiamo avuto modo di provare, disattivando tale funzione non si ha modo di accedere a ChatGPT Voice in quanto, come appare sullo schermo, “le funzionalità vocali non sono attualmente disponibili quando la cronologia è disattivata“.

ChatGPT Voice

Interrogato in merito, il portavoce di OpenAI, Niko Felix, ha spiegato che la versione beta dell’app mostra agli utenti la trascrizione dei loro discorsi mentre utilizzano la modalità vocale. “Per farlo, la cronologia deve essere abilitata – ha dichiarato Felix –. Attualmente non raccogliamo dati vocali per l’addestramento e stiamo pensando a cosa abilitare per gli utenti che vogliono condividere i loro dati“. 

Insomma, per ora sta all’utente decidere se utilizzare la nuova funzione vocale o preservare i propri dati. 

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