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Intelligenza artificiale: 5 pronostici sul suo sviluppo nel 2024

Intelligenza artificiale in sanità

Nel 2024 vedremo l’intelligenza artificiale passare da una fase di “giocattolo sperimentale e divertente” a una fase in cui le aziende si trasformeranno grazie a nuovi strumenti? Se l’anno scorso abbiamo visto le prime applicazioni e le infrastrutture, adesso è il momento della realtà.  L’IA si dimostrerà una rivoluzione fondamentale nella comunicazione uomo-computer, paragonabile all’introduzione del mouse nel 1963? Oppure stiamo dirigendoci verso un altro vicolo cieco tecnologico troppo esaltato, come le televisioni 3D o il metaverso? Vedremo, ma intanto voglio provare a fare qualche pronostico su come si svilupperà l’intelligenza artificiale nel 2024, sotto ogni punto di vista:

  1. Aumento dei chatbot personalizzati

Nel 2024 le aziende tecnologiche che hanno investito pesantemente nell’IA generativa saranno sotto pressione per dimostrare di poter guadagnare dai loro prodotti. Per farlo, i giganti dell’IA Google e OpenAI puntano in grande su soluzioni più piccole: entrambi stanno sviluppando piattaforme user-friendly che permettono di personalizzare potenti modelli di linguaggio e creare i loro mini chatbot che soddisfano specifiche esigenze, senza bisogno di competenze di programmazione, dando la possibilità a tutti di diventare uno sviluppatore di app di IA generativa. OpenAI ha aperto da poco il suo GPT Store, un primo step per creare un nuovo ecosistema di applicazioni di intelligenza artificiale. Alla fine tutta l’App economy nacque lanciando l’App store di Apple.

  1. La seconda ondata dell’IA generativa sarà video

I primi modelli generativi capaci di creare immagini fotorealistiche sono esplosi nella seconda metà del 2022: strumenti come DALL-E di OpenAI, Stable Diffusion e Midjourney hanno reso possibile l’inondazione di immagini generate artificialmente, dal papa in Balenciaga a opere d’arte premiate. Se il 2023 è stato l’anno dei testi e delle immagini generati dall’IA, il 2024 è l’anno in cui i modelli di video IA passeranno da esperimenti divertenti a prodotti maturi. Runway, una startup che realizza modelli di video generativi (e l’azienda che ha co-creato Stable Diffusion), sta rilasciando nuove versioni dei suoi strumenti ogni pochi mesi. Il suo ultimo modello, chiamato Gen-2, genera ancora video di pochi secondi, ma la qualità è sorprendente. Pika 1.0 è un altro assaggio di ciò che è possibile fare in questo ambito, con la sua capacità di generare brevi clip di alta qualità con prompt di testo.

  1. Dilagheranno i deepfake, ma non saranno il problema delle elezioni

La disinformazione generata dall’IA e i deepfakes potrebbero essere un enorme problema in un anno che vedrà molte elezioni importanti: Europa, Stati Uniti, India, UK e molte altre. Sarà più difficile che mai riconoscere ciò che è reale e ciò che è generato da un’intelligenza artificiale. In un clima politico già infiammato e polarizzato, ciò potrebbe avere conseguenze dirompenti. Solo pochi anni fa, creare un video falso avrebbe richiesto competenze tecniche avanzate, ma l’IA generativa l’ha reso stupendamente facile e accessibile, con video e immagini che stanno diventando sempre più realistici. Le tecniche per tracciare e mitigare tali contenuti sono ancora agli albori dello sviluppo, anche se le piattaforme di social media hanno promesso attenzione e risposte immediate. Vediamo se riusciranno ad arginare questo fenomeno. Però mi sembra che la discussione politica attuale si concentri eccessivamente sullla tecnologia, trascurando il ruolo dei politici nella diffusione della disinformazione. E’ fondamentale riconoscere che le informazioni false spesso nascono dai politici stessi e non da account finti o video costruiti in modo artificiale. Per salvaguardare la democrazia e il corretto svolgimento delle elezioni, oltre a limitare l’efficacia dei deepfakes, bisogna promuovere la credibilità e l’accuratezza dela comunicazione politica. La disinformazione è un problema culturale, non tecnologico.

  1. Le politiche tecnologiche cambieranno lo sviluppo dell’intelligenza articiale

Il 2024 si prospetta come un anno chiave per la politica e la regolamentazione dell’IA, con un impatto significativo su come le aziende sviluppano e utilizzano la tecnologia in tutto il mondo.

  • Negli Stati Uniti ci sarà l’attuazione di molti punti dell’Executive Order, con l’istituzione del nuovo Istituto di Sicurezza dell’IA . Potrebbero emergere nuove leggi dal Congresso su argomenti specifici, come la replica digitale, il rischio disinformazione e il watermarking dei contenuti prodotti da IA.
  • In Europa si approverà definitivamente l’AI Act, prima delle elezioni di Giugno. Nello scenario più ottimistico, i divieti su determinati usi dell’intelligenza artificiale potrebbero essere applicati già entro la fine dell’anno. Le aziende dovranno quindi prepararsi a conformarsi alle nuove regole, preparandosi a essere più trasparenti su come i loro modelli sono stati addestrati, documentando il proprio lavoro in modo più rigoroso ed essendo sempre pronte a essere controllate. L’UE sta anche lavorando a un’altra proposta, chiamata AI Liability Directive, che garantirà che le persone che sono state danneggiate dalla tecnologia possano ottenere un risarcimento finanziario. Le trattative sono ancora in corso e probabilmente riprenderanno quest’anno.
  • La regolamentazione dell’IA in Cina è stata frammentata, con leggi specifiche mirate a non perdere il controllo politico: attualmente qualsiasi modello avanzato di IA deve essere registrato presso il governo prima di poter essere rilasciato al pubblico cinese (ovviamente nessuna società occidentale ha avuto l’approvazione e probabilmente non lo riceveranno in futuro). Nel 2023, il Consiglio di stato cinese ha annunciato una legge sull’IA che coprirà tutto, simile all’AI Act europeo, che potrebbe vedere la luce quest’anno.
  • Probabilmente vedremo più normative sull’intelligenza artificiale introdotte in altre parti del mondo nel corso del prossimo anno. Una regione da tenere d’occhio sarà l’Africa. È probabile che l’Unione africana rilasci una strategia sull’intelligenza artificiale per il continente all’inizio del 2024, intesa a stabilire politiche comuni che i singoli paesi possono implementare.
  1. In Italia vedremo una nuova strategia nazionale IA, ma pochissime risorse per il potenziamento tecnologico

E l’Italia? I vari comitati governativi finiranno il lavoro istruttorio e ci sarà una nuova strategia sull’intelligenza artificiale nazionale. Ma ci saranno nuove risorse? La premier Giorgia Meloni ha promesso che la presidenza italiana del G7 darà ampio dibattito agli impatti sociali ed economici dell’intelligenza artificiale. Come non lo sappiamo ancora. Basta che non se ne parli solo da “apocalittici”, evidenziando i rischi di una tecnologia per mascherare il nostro ritardo nello sviluppo tecnologico, che ci vede indietro in tutti i campi, dai semiconduttori all’intelligenza artificiale, passando per il green tech. Ma su questo ho provato a chiedere un parere a ChatGPT e la risposta è stata: “Nel 2024, l’Italia potrebbe migliorare il suo sviluppo tecnologico se continua ad investire in innovazione, promuove la digitalizzazione e mantiene collaborazioni internazionali. Tuttavia, sfide come limitazioni di budget, carenza di competenze tecnologiche e complessità normative potrebbero ostacolare questo progresso. Il successo dipenderà molto dalle politiche governative e dalla capacità di attrarre e mantenere talenti nel settore tecnologico.” Ah, come sei ottimista, cara la mia intelligenza artificiale!

Articolo uscito su Superpoteri, la newsletter sulle politiche tecnologiche

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